29 Gennaio 2020

A Roma psicosi mascherine

la super polmonite non c’ è ma sono già esaurite in farmacia. da oggi arrivano i rifornimenti
GRAZIA MARIA COLETTI g.coletti@iltennpoit … Il rischio coronavirus spaventa Roma, assalto alle farmacie e mascherine quasi introvabili, ma c’ è di più: la Cina rimasta a corto si rivolge alle farma cie romane per acquistare il primo scudo contro la superpolmonite. A dirlo è la dottoressa Maria Catena Ingria, titolare della farmacia romana di piazza Igea, una delle più grandi e più fornite della Capitale, che ci racconta di «mail» con ordini fino a «50mila mascherine» arrivati addirittura dall’ area di «Wuhan», la città focolaio dell’ infezione con 11 milioni di persone in quarantena. E a richiederle, ogni giorno, da quando è scoppiata la paura mondiale, sono gruppi di cinesi che vivono a Roma, e da qualche giorno anche i romani stessi. «Siamo rimasti solo con 60 pezzi – racconta la dottoressa Ingria – le richieste di mascherine da noi sono continue: da mille fino a 5mila al giorno, chieste dalle comunità cinesi, che proprio in questi giorni vivono il loro capodanno. Vengono a chiedere da noi e non possiamo accontentare tutti: stamattina (ierindr.) un gruppo ne voleva mille, gliene abbiamo date solo 500, da domani (stamattina, ndr.) ne arriveranno 2mila al giorno. Io dico: copriamoci noi e poi pensaremo anche a GIUSTINA OTTAVIANI loro». Ma il pezzo forte sono le richieste dalla Cina. «Ecco in questa mail ce ne chiede 50mila, non ce la faremo mai» esclama la farmacista dandosi da fare al telefono con i fornitori. Mascherine quasi «introvabili», ieri mattina, «in alcune farmacie vicino all’ aeroporto, alle metropolitane e nelle zone più turistiche – spiega Laura Cesaroni, farmacista e responsabile della comunicazione di Federfarma Roma -. E anche i magazzini hanno esaurito le scorte. Ma gli ordini sono già stati fatti ed entro pochi giorni idistributori potranno rifornire i presidi che le hanno terminate. In ogni caso, nelle farmacie più lontane dal centro è più facile che ci siano ancora. Chi le cerca pue) rivolgersi ai presidi meno centrali», conclude. In centro storico se ne vendono in media «200 al giorno» – spiega un farmacista – In molti casi si tratta di acquisti di diverse decine di mascherine. Ed è frequente – racconta – che a comprarle siano persone che hanno parenti in Cina e le prendono per inviarle nel Paese orientale». Boom di vendite anche per i disinfettanti per le mani. E il Codacons, segnala anomali rin In Italia, peraltro, gli individui potenzialmente a rischio non sono molti: devono aver visitato di recente Wuhan, città cinese da cui tutto è partito. E devono accusare i classici sintomi dell’ influenza e della bronchite. Per questo, all’ aeroporto di Roma Fiumicino, sono stati controllati tutti i passeggeri arrivati da quell’ area della Cina. Altri voli, al momento, sono so cari dei listini per le mascherine usa e getta vendute in Italia. «Si traita di prodotti venduti generalmente in confezioni da 10, 20 o 50 pezzi, il cui costo a singola mascherina è inferiore ai 10 centesimi di euro – spiega il presidente Carlo Rienzi – La corsa all’ acquisto del prodotto che si registra in tutte le città italiane e neiprincipafi aeroporti ha portato ad una riduzione delle disponibilità sul mercato, e potrebbe dare vita a speculazioni a danno dei consumatori». «Già oggi sul web è possibile trovare mascherine in vendita a prezzi più alti del normale e fmo a 0,50 euro l’ una, con un ricarico del +400% rispetto ai listini in vigore prima dell’ emergenza sanitaria – prosegue Rienzi – Si traita ovviamente di casi isolati, ma il timore è che la psicosi legata al coronavirus e la maggiore domanda di mascherine da parte dei consumatori possa dare vita nei prossimi giorni a rincari generalizzati dei listini di tali prodotti, realizzando una speculazione inaccettabile che sfrutta la paura dei cittadini». Per tale motivo il Codacons monitorerà i prezzi di mascherine protettive e prodotti analoghi venduti nelle farmacie e sul web e, in caso di aumenti dei listini, presenterà una denuncia in Procura per il reato di aggiotaggio. spesi proprio per il timore di contagio. Nessuno, tra chi è stato controllato, è risultato positivo al virus. Ad ogni modo, gli eventuali casi sospetti di Roma e Lazio verranno tutti indirizzati allo ‘Spallanzani: è ormai in vigore un piano che prevede la possibilità di trasportarli da altri nosocomi. E per i casi pedriatrici, c’ è già un accordo con l’ ospedale “Bambino Gesù”.

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