19 Novembre 2013

A Roma il “concorsone” continua (in Procura)

A Roma il “concorsone” continua (in Procura)

Il vice di Marino, Luigi Nieri, ha voluto “trasmettere tranquillità”, ma non troppo. “Non annulliamo il concorso – ha annunciato – ma manderemo gli atti in Procura”, ha aggiunto. Come dire: noi passiamo, vedano a piazzale Clodio il da farsi. Venerdì il sindaco Ignazio Marino aveva spiegato di nutrire dubbi sul “concorsone” e sulla sua regolarità. Il concorsone è stato bandito nel 2009 per individuare 1.995 figure professionali, divise in 22 profili, per la pubblica amministrazione. Erano 300 mila gli iscritti alle pre-selezioni, poi nel 2012 l’ avvio ufficiale, dopo qualche “incidente di percorso”. Leggasi: ricorsi al Tar. È stata definita “la più grande selezione mai svolta nella storia del Campidoglio”, ma avrebbe peccato di trasparenza, quella delle buste con le prove scritte dei candidati. Troppo trasparenti, per l’ appunto: in controluce si leggeva il nome dell’ autore. E da venerdì, dopo l’ annuncio di Marino che paventava l’ annullamento proprio per questi motivi, molti candidati sono in allerta. Hanno passato mesi e mesi a prepararsi per le prove. E vogliono essere sicuri che non sia stato tempo buttato. Anche perché una trentina di loro ha abbandonato lo status di “candidato” per quello di “effettivo”. Sono assunti, insomma. Altri seicento lo dovrebbero essere a breve. IERI NIERI ha fatto sapere: “Avevamo dei sospetti sulle 22 procedure”. L’ anonimato non sarebbe stato garantito, ha confermato. E per il Campidoglio questa è “una irregolarità grave – ha spiegato il vice sindaco – Siamo stati costretti a investire del problema l’ autorità giudiziaria, procedendo a trasferire tutto alla Procura della Repubblica, alla magistratura contabile e anche alla procura civile”. Ma l’ obiettivo era di lanciare “segnali di serenità e di tranquillità”. E i candidati? Loro sono tutt’ altro che sereni e tranquilli. Ieri mattina è andata in scena la protesta in piazza dei Santi Apostoli. Duecento e più manifestanti contro la ventilata ipotesi di annullamento del concorsone. Slogan e buste bianche da lettera sventolate. Proprio come quelle “incriminate”. Si è attivato anche il Codacons, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, che ha fatto sapere che “tutti coloro che hanno partecipato alle selezioni del 2010 superando le prime prove possono tutelare la propria posizione fornendo la pre-adesione al ricorso collettivo promosso”. Tornando a loro, ai candidati, in molti – riuniti anche in gruppo Facebook e attivi su forum dedicati – hanno notato come la tempistica sia stata quantomeno infelice. Alcune procedure concorsuali sono terminate da tempo, altre stanno per terminare. “Non potevano accorgersene prima?”, si chiedono. È il caso di Claudia (nome di fantasia), 29enne romana che aspira a un ruolo nella scuola pubblica dell’ infanzia. Lo scritto lo ha sostenuto a dicembre 2012. “È stato corretto a maggio, è stato anche pubblicato. Se ne accorgono solo ora di eventuali irregolarità? E poi il compito andava messo in una busta, che a sua volta era infilata in un’ altra. A me quella ‘matrioska’ sembrava a prova di sbirciata”. E delle buste-matrioska parla anche Carmen (nome di fantasia), 36 anni, romana anche lei, ambisce a un posto di istruttore culturale. Ieri mattina era in piazza. Tornata a casa, si è rimessa sui libri. Gli orali sono ad aprile, si deve preparare. Non può credere che annullino tutto davvero.
di emmanuele lentini

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