A Roccaraso niente elezioni, candidato fuorilegge
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fonte:
- Corriere della Sera
Liberatore, avversario storico di Valentini, non ha chiesto la «riabilitazione»
Non c?è pace per il Comune di Roccaraso (L?Aquila). Dopo il suicidio in carcere ad agosto del sindaco Camillo Valentini, accusato di concussione, mentre la procura di Sulmona chiede la proroga dell?inchiesta per una trentina di persone, saltano le elezioni comunali previste per il 3 aprile. L?unica lista in lizza si è dovuta ritirare: il candidato sindaco Mario Liberatore, avversario storico di Valentini, dopo una condanna a 14 mesi (con la condizionale) di otto anni fa non ha chiesto alla magistratura la «riabilitazione» indispensabile per presentarsi agli elettori. E con l?arrivo di un commissario prefettizio il municipio rischia di restare senza guida ancora per molto tempo. L?inchiesta ruota intorno ad alcuni appalti e coinvolge magistrati, imprenditori, tecnici, impiegati e anche gli attuali assessori della giunta regionale di centrodestra Francesco Sciarretta (agricoltura) e Massimo Desiati (urbanistica). Ricandidati per An, ieri hanno incassato la solidarietà del ministro Gianni Alemanno fiducioso nella magistratura e convinto della loro innocenza.
Pesanti le accuse. A vario titolo vanno dall?associazione per delinquere alla corruzione, dalla concussione al falso e alla calunnia. Coinvolto anche il presidente del Codacons, l?avvocato Carlo Rienzi, il cui legale ha denunciato per abuso e omissione d?atti d`ufficio i pm sulmonesi (il cui operato è già stato giudicato corretto dal Csm) che non si astennero dalle indagini nonostante il loro capo fosse inizialmente indagato in un filone poi archiviato a Campobasso.
La stagione dei veleni a Roccaraso dura da decenni e vede contrapposte due fazioni che si combattono a colpi di denunce. Dietro quella che apparentemente sembra solo una faida paesana si nascondono i sostanziosi interessi economici legati al turismo garantito dagli impianti di risalita che fanno del paese (1.650 abitanti) la più importante stazione sciistica dell?appennino.
Come avviene ormai da più di 30 anni, anche per le prossime elezioni si erano presentate due liste. Una guidata, ovviamente, da Liberatore, l?altra da Ruggero Liberatore, solo omonimo del primo, ma esclusa quasi subito per documenti presentati in ritardo. Ieri anche la prima compagine ha dato forfait: un ricorso degli avversari riesumava la condanna subita da Liberatore (che è stato sindaco per più di 20 anni) guarda caso per una vecchia questione legata ad uno dei filoni dell?indagine che è ancora in corso. Anticipando la decisione della commissione elettorale, Liberatore si è ritirato. «Avrei potuto oppormi a un?esclusione – dice -. Preferisco lasciare. Che elezioni sarebbero senza confronto politico?».
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