A rischio lo sconto sulle bollette elettriche dimezzato il fondo destinato agli sgravi
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fonte:
- Il Mattino
Barbara Corrao Roma. Quanto vale, nel 2013, lo sconto sulle bollette elettriche? Il governo ha annunciato 500 milioni di risparmi ma le associazioni dei consumatori lo mettono in dubbio. E in una lettera al ministro dello Sviluppo Zanonato chiedono all’ esecutivo di non aspettare il 2014 e di «applicare da subito i tagli al Cip6 nel ?decreto del fare?, in modo da ridurre già da quest’ anno la spesa per l’ energia elettrica di almeno l’ 1%». Sul piede di guerra sono Acu, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codacons, Codici, Lega Consumatori, Unione Nazionale Consumatori. Secondo le associazioni, infatti, il decreto del fare per il 2013 prevede solo una progressiva rimodulazione degli incentivi Cip6 (rinnovabili e assimilate) con benefici molto inferiori ai 500 milioni possibili che diventano invece pienamente accessibili dal 1° gennaio 2014. Insomma, è un bel rebus quello delle bollette. Nelle bozze del decreto, la riforma del Cip 6 decorre effettivamente dal 2014. Quest’ anno, è previsto un meccanismo che anziché agganciare il «costo evitato di combustibile» ai nuovi parametri di riferimento per il prezzo del gas, prevede uno sganciamento graduale dall’ indicizzazione ai prodotti petroliferi. Secondo alcuni calcoli, anziché a 500 milioni il risparmio arriverebbe a circa 200 milioni. È vero che il decreto prevede anche una revisione della componente tariffaria A2, con l’ abolizione di alcune norme introdotte dalle Finanziarie del 2004 e del 2005. Altri 150 milioni. In totale, quindi, si arriva a circa 350 milioni. Ed è qui che scatta l’ allarme delle associazioni: a fronte di questo risparmio inferiore al previsto, in attesa che la rimodulazione vada a regime nel 2014, potrebbe invece scattare un maggior onere sulle bollette valutato circa 600 milioni, dovuto alle agevolazioni sugli oneri di trasmissione che un decreto dei ministri Passera e Grilli aveva garantito a suo tempo alle aziende energivore per favorirne la competitività ed evitare (vedi caso Alcoa) la delocalizzazione . Un importo che, secondo alcune stime, farebbe aumentare la bolletta elettrica del 2% e che anche l’ Autorità per l’ Energia avrebbe recentemente sottoposto all’ attenzione del ministro Flavio Zanonato cui spetta la decisione finale. «Il decreto? Si va nella direzione giusta – ha commentato il presidente dell’ Authority dell’ Energia, Guido Bortoni – ma è difficile capire l’ effetto netto sulle bollette perché non sappiamo le norme nel dettaglio». Il margine d’ incertezza è dovuto al fatto che il decreto del fare è ancora in corso di stesura definitiva e, come ha precisato il sottosegretario alla Presidenza, Filippo Patroni Griffi, sarà emanato materialmente proprio domani quando il governo si riunisce per varare il disegno di legge sulle semplificazioni. L’ impatto sulle bollette non è l’ unico aspetto da chiarire. C’ è anche la questione della Robin tax sui produttori elettrici che dovrebbe estendersi anche agli impianti rinnovabili da 200.000 euro di fatturato e 40.000 euro di margine netto (in sostanza i fotovoltaici). Una scelta che Aper e Assosolare hanno già definito «inammissibile». Mentre è aperta la polemica degli avvocati sul pacchetto Giustizia che, nelle valutazioni di Palazzo Chigi avrebbe invece il merito di ridurre di 957.500, nel 2016, le pratiche civili giacenti nei Tribunali, Corti d’ appello e Cassazione, con una riduzione di 200.000 nuove cause. In pratica, una riduzione di 18.000 pratiche arretrate l’ anno. Sul decreto e sul Ddl semplificazioni si svolgerà oggi un preconsiglio. Nel pacchetto di nuove semplificazioni ci sono innanzitutto quattro deleghe al governo in materia di sburocratizzazione e delegificazione, beni culturali, ambiente, ricerca e istruzione. C’ è poi la norma che spinge per l’ integrazione delle banche dati pubbliche, quella che facilita le procedure burocratiche per la cittadinanza italiana ai ragazzi stranieri, il rilascio di titoli di studio in inglese da università e licei, il cambio di residenza o domicilio abbinato alla tassa sui rifiuti, il certificato di gravidanza telematico e semplificazioni per le imprese. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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