A rischio fino a 16mila occupati
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fonte:
- Il Messaggero
GLI EFFETTI ROMA Dovrebbero essere ben più di dodici rispetto alla previsione iniziale (massimo otto), a quanto pare, le domeniche con i negozi aperti. ben lontano dal numero delle 52-53 settimane annuali. E questo vuol dire che, nonostante, il compromesso gli effetti si faranno sentire eccome sulle vendite e sull’ occupazione. Sono almeno 12 milioni i consumatori seriali della domenica. Quelli che con lo shopping del week-end fanno girare un pezzo di affari dei negozi tradizionali, grandi e piccoli. Secondo il Codacons un pezzo di questo fatturato andrà alle vendite on-line. Certo, con la correzione in extremis non ci sarà il travaso di giro d’ affari ipotizzato inizialmente (2,7 miliardi, vale a dire il 10% dell’ attuale valore del mercato online), ma una fetta importante andrà certamente a favore dell’ e-commerce. Più difficile calcolare le perdite per le vetrine tradizionali (per lo più legate alle grandi catene e alla grande distribuzione), ma basta dire che contano quasi 580 mila lavoratori domenicali, se si considera l’ intero comparto del commercio, circa il 30% di quelli occupati in tutti i settori. Insomma, si capiscono bene i timori della grande distribuzione. Secondo i numeri di Federdistribuzione per coprire le aperture domenicali e festive impiegano 16mila occupati aggiuntivi.
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