25 Settembre 2008

“A rischio chi mangia nei ristoranti cinesi”

Il sottosegretario alla Salute Martini a RepubblicaTv. Il governo oggi presenta "misure straordinarie" a Bruxelles

Parte, tra sequestri e controlli, l’offensiva italiana contro il latte cinese. Promette "misure forti" il sottosegretario alla salute Francesca Martini, che oggi presenta a Bruxelles il pacchetto di "misure straordinarie" del governo. Tra queste, il blocco nei porti italiani dei container di prodotti alimentari in arrivo per verificare che non contengano latte cinese, e una serie di ispezioni dei Nas nei negozi. Infatti, per il sottosegretario leghista, "il rischio c’è", ha detto a Repubblica Tv, ed esiste anche nei ristoranti cinesi, dove "non sono mai stata e non andrò mai". Locali che il fondatore di Slow Food Carlo Petrini ha "sconsigliato" di frequentare, e nei quali il Codacons ha chiesto di inviare delle ispezioni. Perché il problema, dopo lo scandalo del latte cinese contaminato da melamina, non riguarda tanto questo latte che in Italia è già vietato da anni, ma i prodotti che possono contenerlo, come salse, zuppe, biscotti, dolci, cioccolate, caramelle. Si spinge più in là, fino a chiedere lo stop a "tutti i prodotti importati, perché i rischi sono alti", il presidente del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, mentre il ministro dell’agricoltura Luca Zaia – che a sua volta dice di non frequentare i locali cinesi in quanto "a favore della ristorazione italiana" – invita tutti a "bere latte italiano" per non correre rischi. Sul fronte opposto, Nicodemo Oliverio e Cristina De Luca del Pd, chiedono al governo di "fare chiarezza e dare certezze" sui rischi, invece di creare "allarmismi incontrollabili". Ma per l’associazione Italia-Cina è "assurdo" l’allarmismo contro i ristoranti cinesi. Quelli di Roma dicono di "usare solo prodotti italiani". Dopo quelli di Milano e Firenze proseguono intanto i sequestri in Italia, da Bari ad Ancona, di prodotti a base di latte cinese. Analoghi provvedimenti all’estero: in Inghilterra, in Australia e a Hong Kong sono state ritirate dal commercio le caramelle "White Rabbit", e le autorità di Taiwan e di sei paesi africani (Togo, Burundi, Gabon, Costa d’Avorio, Tanzania, Ghana), hanno messo al bando tutti i prodotti a base di latte provenienti dalla Cina. Ma il governo di Pechino minimizza: "Situazione sotto controllo".

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