A Rai, La7 e Mediaset 14 avvisi di garanzia
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fonte:
- Giornale di Brescia
CONCORSI IN TV
ROMA – La Procura di Roma ha emesso quattordici avvisi di garanzia che riguardano giochi a premi messi in onda sulle principali emittenti televisive. Gli avvisi riguardano alcuni responsabili della Rai, di Mediaset e di La 7 ed a carico degli organizzzatori e commercializzatori dei giochi della società «Mediagames srl», «Aran Endemol spa», poichè «in concorso tra loro, rispettivamente per ogni gioco, facevano effettuare chiamate telefoniche a pagamento da parte degli utenti che venivano selezionati per la successiva partecipazione in diretta televisiva a fronte di premi in denaro, variabile secondo il monte premi, derivante dagli introiti delle chiamate telefoniche, abusivamente organizzato e pubblicizzato giacchè privi della debita concessione ministeriale come previsto dalla normativa per i giochi di abilità e sorte». In particolare, la squadra telecomunicazioni della Polizia postale ha individuato anomalie nelle trasmissioni «Vinci 3», «Dom&Nika In», «Sarabanda» e «Chi vuole essere milionario». Per questi giochi, infatti, non era stata mai richiesta l?autorizzazione all?Agenzia delle e ntrate del Ministero dell?economia. Per gli investigatori «l?illecito si è consumato nel fare effettuare agli avventori del gioco, telefonate a valore aggiunto e non utilizzando utenze telefoniche a tariffa urbana». Soddisfazione è stata espressa dal Codacons perchè l? inchiesta nasce proprio da una denuncia – si legge in una nota – presentata all?Autorità per le garanzie nelle comunicazioni lo scorso anno ed inerente i giochi televisivi di La7 ai quali i telespettatori dovevano telefonare a un nunmero il cui costo era altissimo». Sulla vicenda Enrico Papi e Carlo Conti cadono dalle nuvole: «Sono sconvolto – dice Enrico Papi conduttore di “Sarabanda“ su Italia 1 -, la mia trasmissione utilizzava questo numero solo per fare casting. Un a persona che voleva partecipare al programma, telefonava affrontando un piccolo test che, se superato, dava diritto poi ad accedere ai provini, ma era tutto molto chiaro. Insomma nessuna speculazione». Gli fa eco Carlo Conti conduttore di «Dom & Nika In»: «E ra tutto dichiarato. Il nostro gioco che mi sembra costasse solo un euro a telefonata, è partito con un certo ritardo proprio per tutte le pratiche burocratiche che abbiamo dovuto affrontare per essere in regola». Per entrambi, infine, non è vera la voce che anche qualche conduttore televisivo avrebbe avuto contestato il reato.
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