30 Settembre 2009

A processo per non aver abbattuto il Cittadella che poi è stato demolito

 
Il ponte Cittadella è stato abbattuto, ma non si ferma il processo a chi è accusato di non aver coordinato e programmato gli interventi, definiti necessari dal Piano stralcio del 1995, per rendere sicura Alessandria in caso di alluvioni. Per rispondere di pericolo colposo di inondazioni in relazione all’omissione d’atti d’ufficio, perché «non si sarebbero attivati celermente per far abbattere il ponte che causa pericolo di esondazioni», nel 2008 sono stati incriminati Michele Presbitero (Milano), segretario generale dell’ Autorità di Bacino del Po dal 2002 al 2007, e il suo predecessore Roberto Passino (Roma), che ricoprì l’incarico dal 1995 al 2000. Il dibattimento, dall’esordio molto travagliato per una mancata notifica, è ripreso ieri ma per Passino (difeso da Giancarlo Triggiani) è scattata la prescrizione, che sarà formalizzata a gennaio.  Accolta la costituzione di parte civile avanzata dal Codacons (lo assiste Serenella Pittaluga), esclusa quella proposta da Italia Nostra, il dibattimento proseguirà il 1° dicembre, ma ancora si devono risolvere le questioni preliminari. Ad esempio, non è del tutto risolto il problema delle notifiche. Soddisfatto comunque Sergio Kalcic, presidente dell’associazione Amici di Rovereto, che con Graziella Zaccone Languzzi e Armando Mattana inviò l’esposto all’origine del processo. Presbitero (difeso da Fabrizio Gobbi e Riccardo Villata) respinge l’accusa: sostiene fra l’altro che l’abbattimento spettava, al limite, alla Regione e lui fece «quanto di sua competenza».

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