10 Aprile 2018

A processo per i graffi del gatto Padrona assolta: nessuna certezza sul’ identità del felino incriminato

PERUGIA Sono migliaia le cause pendenti in Umbria per questioni di vicinato. “Trentamila” era la stima fatta qualche tempo fa dal Codacons, che stilava anche la lista dei motivi più comuni. Non solo il volume troppo alto del televisore e attriti per il parcheggio, ma anche gli animali domestici. Liti che, secondo l’ associazione dei consumatori, possono comportare oneri economici non indifferenti, con una spesa media di 5mila euro a vertenza. Ammontava proprio a 5mila euro il risarcimento danni chiesto da un perugino a una vicina per le malefatte di un gatto. L’ uomo lamentava di essere stato graffiato e morso al polso da un felino nero che lo avrebbe assalito dentro casa (con diversi giorni di prognosi). Un giorno d’ estate di qualche anno fa, rientrando a casa aveva notato oggetti caduti sul pavimento. Le finestre erano aperte per l’ afa e aveva dedotto che da lì fosse penetrato il gatto nero con chiazza chiara sul petto che gli aveva fatto già qualche danno tempo prima. Aveva cercato anche di far uscire il felino, e a quel punto sarebbero scattati i graffi. Per questo ha portato in giudizio la vicina con ricorso immediato al giudice di pace. Questa l’ accusa: per colpa consistita in negligenza, imprudenza e imperizia, lei avrebbe lasciato uscire il gatto dalla sua abitazione senza quindi evitare che si introducesse in quella altrui. Il pm alla fine ha chiesto la condanna a 200 euro di multa. Il difensore della presunta padrona, l’ avvocato Andrea Bellachioma, non ha ritenuto invece raggiunta la prova dei fatti contestati, o, quantomeno, che fossero da ricondurre all’ imputata, perché i gatti non hanno microchip. Il giudice di pace alla fine ha optato per l’ assoluzione sposando la tesi difensiva. Ci sarebbero state troppe incertezze, infatti, sull’ appartenenza del felino “colpevole” all’ imputata: in zona – ha ragionato il giudice di pace – potevano esserci diversi gatti simili e vari residenti si occupavano dei felini “girovaghi”. Non si sa, dunque, chi custodisse il vero “colpevole” a quattro zampe. Che probabilmente ancora scorrazza in libertà, ignaro dei problemi causati dalle sue imprese. I.

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