A piedi ma non per emergenza
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fonte:
- Terra
AMBIENTE. Il Comune non vuol fare delle domeniche senz’ auto una misura che scatta solo col superamento della soglia di pm10. Sarà il 20 novembre tra le 10 e le 18 la seconda domenica a piedi dell’ era Pisapia. Dopo lo stop alle auto del 9 ottobre, è arrivato in settimana il primo provvedimento non emergenziale coordinato con i Comuni della prima fascia dell’ hinterland milanese. Il superamento della soglia di PM10 (50 microgrammi per metro cubo) ammessa per legge per oltre 12 giorni consecutivi, aveva costretto Palazzo Marino al blocco del traffico già nella seconda settimana di ottobre, ma il Comune non vuole fare delle domeniche a piedi una misura unicamente emergenziale. E così, come promesso dall’ attuale amministrazione cittadina, si è riunito intorno a un tavolo insieme ai comuni dell’ hinterland per definire il calendario delle giornate antismog del primo trimestre del 2012. Nei giorni scorsi, l’ emergenza smog ha dettato l’ agenda di Comune, Provincia e Regione, non senza suscitare polemiche e mettere in evidenze divergenze di visione sulle strategie da adottare per allentare la morsa del PM10 che soffoca il capoluogo lombardo. A causare maldipancia è prima di tutto la spinosa questione Ecopass, su cui i milanesi hanno già con forza detto la loro in occasione dei referendum ambientalisti consultivi dello scorso giugno. Il sì al quesito che proponeva di ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici e l’ estensione dell’ area Ecopass, aveva ottenuto circa l’ 80% di preferenze, ma dal presidente della Provincia di Milano che ha riunito a Palazzo Isimbardi il tavolo dei sindaci arriva la proposta di una nuova consultazione, questa volta però via web e via telefono, rivolta a tutti i cittadini della Provincia. Perché l’ inquinamento dell’ aria non si ferma ai confini della città e come ogni anno coinvolge anche i territori limitrofi. Ai cittadini interpellati verrà sottoposto un ventaglio di proposte che dovrebbero spaziare dal potenziamento del trasporto pubblico a quello dell’ intermodalità, dalle tariffe dei mezzi pubblici al blocco del traffico. E ancora: dalla già sperimentata limitazione delle velocità per le auto alla sostituzione degli impianti di riscaldamento, dall’ abbassamento delle temperature delle caldaie all’ uso di asfalti a basso potenziale inquinante. Fino al lavaggio quotidiano delle strade. Ma secondo Marco Maria Donzelli, presidente del Codacons la proposta di Podestà è uno spreco di soldi. «Di sondaggi ne sono già stati fatti parecchi, referendum consultivi compresi», ha dichiarato. Da Palazzo Isimbardi arriva anche un’ altra idea: dividere il territorio della provincia di Milano in due grandi aree (il capoluogo con le città di prima fascia e poi il resto dei Comuni) in cui muoversi con i mezzi pubblici a 1,50 euro all’ interno di ogni zona e a 2,50 euro per passare da un’ area all’ altra. L’ ipotesi di riordino tariffario prevederebbe anche un’ innovazione nella forma di pagamento del trasporto pubblico, ovvero attraverso la tessera regionale dei servizi o con una card prepagata.Le proposte sono per ora solo sulla carta, ma la speranza è che nei prossimi incontri, il primo dei quali previsto per settimana prossima, le buone intenzioni possano concretizzarsi.
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