A Pasqua i bresciani prenotano mare e città d`arte
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fonte:
- Giornale di Brescia
A Pasqua i bresciani prenotano mare e città d`arte
Quanto spenderanno i bresciani per imbandire la tavola pasquale? Circa 64 milioni di euro. Questo è quanto anticipa il Codacons, secondo il quale ogni famiglia impegnerà in media, per il tradizionale pranzo, 160 euro, pari al 3,22% in più rispetto al 2006. Passeggiando tra le vie del centro, i costi degli alimenti pasquali sembrano confermare i dati del Codacons, che rilevano un aumento generale rispetto al 2006. Le uova di Pasqua di marca, in vendita nei supermercati, variano da 7,10 euro, per quelle di dimensioni medie, ai 18,50 euro per quelle più pregiate ed elaborate. Le colombe di marca oscillano tra 1,90 euro per la classica, ai 6,25 euro per quella farcita. I bresciani, inoltre, spenderanno dai 12 ai 15 euro al chilogrammo per i tradizionali agnello o capretto pasquali. Ovviamente i dolci delle pasticcerie artigianali, che richiedono più impegno lavorativo e decorativo, hanno prezzi mediamente più alti. Oscillano per un uovo tra i 28 e i 120 euro, con la possibilità di aggiungere nell`uovo un regalo personalizzzato. Anche su scala nazionale, i prezzi dei prodotti pasquali registrano un aumento, nonostante i rincari risultino meno ampi rispetto agli anni scorsi. Il confronto tra i prezzi bresciani e quelli rilevati dal Codacons è compatibile. Secondo l`indagine dell`associazione dei consumatori, condotta nelle principali città italiane, invece un uovo medio di marca (200-250 gr), quest`anno, è salito a 9,70 euro, rispetto ai 9,50 del 2006, pari a un aumento del 2,1%. Comprare una colomba di marca costa 4 euro e 80 contro i 4,50 dello scorso anno, con un incremento del 6,6%. Per il tradizionale agnello, gli italiani spenderanno 12,20 euro, il 6% in più rispetto al 2006. Chi vuole risparmiare, potrà scegliere alimenti non di marca: un uovo medio costa 4,30 euro, il 4,8% in più rispetto all`anno passato; prezzo invariato per la colomba non di marca, ferma a 2,90 euro. E passiamo ora al capitolo vacanze. I bresciani, ancor più dell`anno passato, voleranno verso mete calde: Mar Rosso e Tunisia, destinazioni vicine ed economiche, risultano tra i posti prediletti (secondo l`agenzia “Arnaldo Viaggi“), seguiti dalle più lontane e costose isole caraibiche. “Sono aumentate le prenotazioni rispetto al 2006, ma diminuiscono i giorni di soggiorno“, sostengono alla “Blu Vacanze“. Hanno altre prospettive i clienti della “Brevivet“, come testimonia Luciano Ceretti: “Israele, Terra Santa (con estensione a Petra), Lourdes, Roma, Fatima e Santiago de Compostela sono le mete privilegiate da chi abbina alla vacanze un significato religioso“. Novità di quest`anno è l`introduzione di percorsi culturali e turistici verso le Repubbliche Baltiche, la Russia, Malta e Cipro, che incontrano ampio interesse da parte del pubblico. La voglia di viaggiare che contraddistingue i bresciani è comunque in linea con la tendenza nazionale: secondo un`indagine dell`Enit, l`Ente nazionale per il turismo, infatti, per il periodo si annuncia un movimento superiore a quello del 2006, con un aumento che oscilla tra il 3 e il 5%. Gettonate saranno soprattutto le capitali europee e le mete a medio raggio (Sharm el Sheik, appunto), per le quali non si spendono più di mille euro. I turisti con maggiori possibilità economiche sceglieranno le Maldive, già prossime al tutto esaurito assieme ai pacchetti per Seichelles e Mauritius: sono più costosi con listini che variano tra i 2.000 e i 2.400 euro. Infine, secondo la Fiavet, la Federazione delle agenzie di viaggio, sono ottime le prospettive del settore benessere e dell`agriturismo. In crescita, e questo è positivo per i nostri operatori, si segnala anche il traffico turistico diretto al nostro Paese. Per l`Istat si dovrebbe confermare la tendenza 2006 quando l`Italia chiuse i conti pasquali con un aumento degli arrivi e delle presenze degli ospiti stranieri, rispettivamente del 21,1% e del 15,6%. Le città d`arte saranno, come sempre, la principale attrazione, ma alle tradizionali visite a Roma, Firenze e Venezia, quest`anno si aggiungono anche i “centri minori“, dove i turisti, sottolinea l`Enit, cercano oggi di appagare la loro passione per l`arte, la natura, il relax e il benessere, ma anche per l`enogastronomia locale.
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