7 Febbraio 2015

A Parma la bufera travolge Pizzarotti

A Parma la bufera travolge Pizzarotti

CLAUDIA OSMETTI  E dire che “Big snow” era stato decisamente previsto. Anche a Parma, dove il sindaco grillino Federico Pizzarotti è stato indeciso fino all’ ultimo se tenere aperte le scuole o meno. Fino alle 8.06 di ieri mattina, quando ha annunciato: «Scuole aperte, anche per evitare ulteriori disagi di comunicazione e di spostamento. Ma l’ indicazione è di muoversi il meno possibile per evitare ulteriori disagi». Un comunicato sibillino. Fatto sta che la bufera si è scatenata anche in municipio, sul primo cittadino. Così, al grido (ironico, s’ intende) di quell’ enigmatico «scuole aperte, ma non uscite» giornali on-line, social network e parmigiani in genere hanno chiesto le sue dimissioni. Che a dirla tutta non era ben visto nemmeno prima, se si contano le critiche sollevate nei mesi scorsi per la questione rifiuti e per i discussi tagli al servizio disabili. Tant’ è: dal palazzo del Comune hanno risposto che quella di tenere aperte le scuole era solo un modo per «fornire accoglienza». In città, però, quel comunicato è suonato come l’ ennesima gaffe del sindaco. Insomma: oltre alla neve, a Parma fioccano anche le lamentele. Disagi, comunque, ci sono stati un po’ in tutta Italia. Da Nord a Sud. In questo senso, nel Bresciano tre persone – tutte over 50 – sono morte mentre spalavano proprio la neve dal vialetto di casa, probabilmente a causa di attacchi cardiaci. Ma sono i disagi – come dire – strutturali quelli che lasciano basiti. Restando in Lombardia, a Cremona si sono verificati blackout alla linea elettrica e le scuole rimarranno chiuse anche oggi. Ma i problemi più gravi sono quelli che hanno riguardato la circolazione. Che è andata letteralmente in tilt – e si parla sia di strade e autostrade, sia del trasporto ferroviario. Per quanto riguarda i treni, la situazione più complicata s’ è verificata al nodo ferroviario di Bologna: molti i convogli cancellati e insopportabili ritardi sulle linee regionali, con una media di 60 minuti. Difficoltà che non hanno interessato solo i treni locali: la linea dell’ Alta velocità (soprattutto nella tratta Milano – Bologna) è stata costretta a viaggiare a velocità ridotta. E il Codacons ha annunciato l’ immancabile esposto. Dicevamo poi delle autostrade: fondo stradale ghiacciato, code di ore, autisti imbufaliti. Scene apocalittiche. Il transito dei mezzi pesanti sulla A1 – inizialmente bloccato fra Firenze e Sasso Marconi – è ripreso solo nel pomeriggio. Mentre nelle Marche una nota di Confartigianato Trasporti ha lanciato l’ allarme in mattinata, quando lungo la A14 «centinaia di Tir sono rimasti per ore fermi sull’ autostrada senza alcun tipo di assistenza». Tra le regioni più colpite anche il Piemonte. Nel Cuneese sono scattati oltre cento interventi di soccorso: a causa della neve sono caduti alberi e si sono registrati diversi blackout, soprattutto nelle vallate. A Cuneo, Alba, Borgo San Dalmazzo e Ceva le scuole sono rimaste chiuse. Ma non solo la neve ha creato problemi. In Emilia Romagna 19 persone sono state evacuate a causa degli allagamenti e il Comune di Cesenatico si è trovato addirittura isolato. Il rischio mareggiate nella regione è alto e si sono registrati danni sulla costa. Inondazioni, infine, in Sicilia: un violento nubifragio ha impedito a molti aerei di prendere il volo e ad alcune navi di lasciare il porto. Ma la situazione più difficile è quella di Ustica, dove da ben 11 giorni i traghetti non riescono a raggiungere la località nemmeno per portare i generi di prima necessità: ci penserà, nei prossimi giorni, un elicottero della polizia.Treni e Autosole in tilt, tre morti a Brescia Il sindaco diffonde un messaggio paradossale: «Scuole aperte ma non uscite». Cittadini inferocitiA Parma la bufera travolge Pizzarotti Un automobilista mette le catene alle ruote della macchina a Bologna \ Un automobilista mette le catene alle ruote della macchina a Bologna \

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