A Palazzo di Giustizia si riuniscono la procura, i periti, gli avvocati dei 20 indagati per il crollo e i parenti delle vittime
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fonte:
- Genova Today
Dovrebbe iniziare intorno alle 9.30, in un Palazzo di Giustizia blindato, l’ incidente probatorio fissato dal team della procura che si occupa dell’ inchiesta sul crollo del ponte Morandi. Nell’ aula magna del tribunale di Genova si riuniscono, oltre al procuratore capo Francesco Cozzi, del procuratore aggiunto Paolo D’ Ovidio e dei sostituti procuratore Walter Cotugno e Massimo Terrile, gli avvocati dei 20 indagati, i periti , i parenti della vittime e i rappresentanti del Codacons, autorizzati a partecipare in rappresentanza delle parti civili. Si tratta del primo passaggio “ufficiale” in vista del processo sul crollo, un accertamento tecnico necessario per acquisire elementi di prova considerati “irripetibili” dalla procura. L’ obiettivo è anche quello di accertare lo stato attuale di quanto resta del ponte insieme con i periti, in modo da poter dare il via libera per la rimozione definitiva dei detriti da via Trenta Giugno e parte di via Perlasca e contribuire al decongestionamento del traffico. Chi sono gli indagati Come già reso noto, sono 20 in totale gli indagati per il crollo del Morandi, cui si aggiungono due persone giuridiche, Autostrade per l’ Italia e Spea Engineering. Gli indagati a oggi sono: – Per Autostrade per l’ Italia, l’ amministratore delegato Giovanni Castellucci; Mario Bergamo, il responsabile della manutenzione che, nel 2015, affidò il progetto a Spea, e il successore Michele Donferri Mitelli, arrivato nel 2017; il direttore centrale operazioni, Paolo Berti; il direttore del tronco di Genova, Stefano Marigliani, e il suo predecessore, Riccardo Rigacci, e ancora Paolo Strazzullo, responsabile unico del progetto di “retrofitting”. Ancora, Fulvio Di Taddeo, responsabile del controllo dei viadotti, e Massimo Meliani, responsabile dei rapporti con i consulenti, – Per quanto riguarda il ministero delle Infrastrutture, la procura ha incluso nella lista Vincenzo Cinelli, responsabile della Direzione generale vigilanza autostradale del Mit, il suo predecessore, Mauro Coletta, i due dirigenti di divisione della vigilanza, Bruno Santoro e Giovanni Proietti, e il capo dell’ ufficio ispettivo territoriale Carmine Testa. – Tra i funzionari e dirigenti del provveditorato delle opere pubbliche di Piemonte, Liguria, Valle d’ Aosta sono indagati il provveditore Roberto Ferrazza, membro della prima commissione d’ inchiesta nominata dal ministero stesso, e il dirigente Salvatore Bonaccorso. Ci sono poi i componenti del comitato tecnico che analizzò il progetto di retrofitting del viadotto presentato da Autostrade, e cioè Mario Servetto, Giuseppe Sisca e Antonio Brencich, anche lui membro della prima commissione d’ inchiesta, docente universitario del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica e Ambientale dell’ Università di Genova. – Per Spea, la controllata di Atlantia (gruppo cui fa capo Autostrade) incaricata della manutenzione delle opere, la procura ha indicato (così come inserito nel documento consegnato dalla Guardia di Finanza) i nomi di Massimiliano Giacobbi, responsabile del progetto, e del direttore tecnico, Emanuele De Angelis. Quali sono le accuse La procura di Genova indaga per disastro colposo, omicidio colposo stradale plurimo e omicidio colposo plurimo aggravato dal mancato rispetto della normativa anti-infortunistica.
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