18 Giugno 2004

A ottobre la perizia sulla potabilità

A ottobre la perizia sulla potabilità

Al vaglio l`acqua che sgorga dai rubinetti nella zona sud




SONO stati effettuati ieri mattina i prelievi dei campioni di acqua nella zona sud della città sui quali dovrà lavorare la biologa Carmela Spoto, alla quale il giudice di Pace Silvana Gariani aveva conferito incarico di verificare la potabilità nei quartieri Santa Maria e Aranceto nell`ambito di una causa civile intentata dal Codacons.
La perizia, nella quale la professionista dovrà almeno stabilire le caratteristiche fisiche, chimiche, microbiologiche dell`acqua in base ai valori e limiti stabiliti dal Dpr 88 numero 236 e successive modifiche e integrazioni, dovrà essere depositata entro il prossimo mese di ottobre presso l`Ufficio del giudice di Pace di Catanzaro.
E solo a quel punto la causa pendente in Tribunale potrà intraprendere una strada ben precisa, con buona pace dei cittadini residenti nei quartieri interessati stanchi di sostenere le spese esose addebitate loro sulle bollette senza poter usufruire di un servizio dovuto.
Per questo motivo uno di loro, il signor Mario Longo, si era rivolto all`Associazione dei consumatori, provocando l`avvio della causa e l`ordine del sopralluogo che ieri si è potuto finalmente svolgere, dopo un rinvio causato dalla ruggine che, attanagliando il serbatoio comunale e quello del palazzo Aterp nel quale risiede l`utente Longo, aveva impedito la scorsa settimana alla biologa di procedere ai prelievi. Impedimento aggirato dall`intervento dei tecnici comunali che nei giorni scorsi hanno provveduto a sostituire i serbatoi in viale Isonzo e via Teano, qui addirittura situati all`interno di un`autoclave completamente obsoleta in quanto mai entrata in funzione.
Al sopralluogo, ad affiancare la biologa c`erano l`avvocato Antonio Merante in rappresentanza del Codacons, Giuseppe Errigo per conto della Regione Calabria, i tecnici comunali Angelo Pisani, Benedetto Scarpino e Antonio Paura e Giuseppe Loiacono per la rete idrica. Trecento euro l`acconto fissato dal giudice e già corrisposto dall`avvocato del Codacons Francesco Di Lieto alla biologa per la perizia destinata ad essere allegata alle certificazioni rilasciate dalla Asl e attestanti che nella zona di Santa Maria ­ Aranceto l`acqua “non è idonea al consumo umano“; certificazioni a fronte delle quali l`avvocato Di Lieto ha fatto presente che in giudizio non sarebbero state mai prodotte le obbligatorie analisi a campione effettuate dalla Asl e richieste dal Giudice, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta avanzata dal legale di dichiarare illegittime le richieste di canoni acqua, rispetto ai quali anche l`avvocato Merante ha fatto presente lo spreco di acqua al quale i residenti della zona sono costretti per via della miscela di fango e terra che li costringe a far scorrere l`acqua dai rubinetti per diversi minuti invano prima di poterne usufruire tranquillamente.
«Basti pensare che ieri, in occasione del sopralluogo, si sono sprecati almeno 50 litri di acqua per poterne prelevare 1 litro», ha sottolineato il legale, che ha poi auspicato maggiori controlli e manutenzione da parte degli organi competenti sia agli impianti che alle condutture, chiedendo che ciascuno faccia la sua parte, «come noi del Codacons che, dietro le insistente lamentele di molti cittadini residenti nella zona sud di Catanzaro, abbiamo sollevato il problema, per cui adesso tocca all`Amministrazione mettersi in moto per garantire ai cittadini una buona qualità dell`acqua in quanto gli stessi vogliono pagare sicuramente l`acqua, ma con la garanzia di sapere cosa vanno e soprattutto di usufruire dei servizi previsti».


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