A ottobre l’ inflazione schizza al 3,4% spinta ai rincari dall’ aumento dell’ Iva
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. Secondo le stime preliminari dell’ Istat, l’ indice nazionale dei prezzi al consumo nel mese di ottobre registra un aumento dello 0,6% rispetto a settembre e del 4,3% in confronto a ottobre del 2010. Si tratta del rialzo mensile più alto da giugno 2005, mentre la crescita su base annua è la più elevata da ottobre 2008. L’ inflazione acquisita per il 2011, sempre secondo l’ Istat, è pari al 2,7%. L’ inflazione di fondo, al netto dei prezzi dell’ energia e degli alimentari freschi, sale al 2,6% nel mese e al 3,8% su base annua. La velocità dell’ inflazione è più alta per i prezzi dei beni (3,8%) rispetto a quelli dei servizi (2,6%). Sotto accusa, ancora una volta, il petrolio. Nel settore regolamentato, il prezzo del gas naturale sale del 3,4% su base mensile e dell’ 11,3% nell’ anno, mentre nel settore non regolamentato, si registrano rialzi congiunturali dei prezzi di tutti i carburanti. A ottobre, i prezzi della benzina sono aumentati del 17,8% su base annua e quelli del gasolio auto del 21,2%. Per i trasporti, il rialzo annuo è stato del 7,1%; per bevande alcoliche e tabacchi del 6%; per abitazione, acqua, elettricità e combustibili del 5,9%; per altri beni e servizi del 3,5%; per abbigliamento e calzature del 2,9%; per alimentari e bevande analcoliche del 2,5%. Effetti di contenimento dell’ inflazione sono dovuti alla stabilità dei prezzi di beni e servizi per il tempo libero e la cura della persona. Da tutte le parti si afferma che una forte spinta all’ inflazione si è avuta con l’ aumento di un punto dell’ Iva. Di questo avviso sono i commercianti. L’ aumento congiunturale dello 0,6% – osserva una nota della Confcommercio – testimonia un più rapido adeguamento dei prezzi finali al passaggio dell’ aliquota Iva dal 20 al 21%. Tuttavia, a fine anno, non dovremmo avere un tasso d’ inflazione superiore al 2,7%. Per la Confesercenti il rialzo dell’ Iva è stato un "capolavoro" che ha portato ai massimi aumenti congiunturali da 16 anni ad oggi. E’ necessaria una politica che tagli la spesa pubblica e riduca le imposte. Secondo la Coldiretti, l’ aumento dell’ Iva di un punto solo per alcune categorie di prodotti si è fatto in realtà sentire anche su altri, come gli ortaggi che non sono stati toccati dalla manovra. Per la Confagricoltura, a ottobre rispetto allo scorso anno i prodotti agricoli non lavorati sono aumentati dello 0,5%. C’ è stato un rialzo mensile dei prezzi delle verdure, solo un recupero parziale di quotazioni non più remunerative. Le associazioni dei consumatori ritengono che gli aumenti dei prezzi al consumo siano dovuti a speculazione e Iva. Confermate le previsioni del Codacons. L’ aumento dell’ aliquota Iva si è rivelato una sciagura per le famiglie italiane, con rialzi generalizzati dei prezzi e speculazioni varie, che hanno portato il tasso d’ inflazione ad ottobre al +3,4%. «Chiediamo al Consiglio dei ministri di varare un decreto urgente finalizzato a bloccare per tutto il 2012 le tariffe pubbliche e i prezzi dei generi di prima necessità, evitando così un massacro a danno delle famiglie – afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi – il governo deve inoltre adottare provvedimenti in favore dei pensionati, categoria più colpita dall’ aumento del costo della vita, introducendo agevolazione e sconti in loro favore, come richiesto da una apposita class action lanciata dalla nostra associazione». «Un tasso di inflazione così alto ad ottobre fa preannunciare un Natale gelido sul fronte dei consumi – prosegue Rienzi – con i cittadini che taglieranno gli acquisti in tutti i settori, e conseguenti ripercussioni negative per i commercianti e per l’ economia nazionale. Il governo deve intervenire subito su prezzi e tariffe e a favore delle categorie più colpite come gli anziani».
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