1 Novembre 2012

A ottobre l’ inflazione in frenata

A ottobre l’ inflazione in frenata

incide la debolezza della domanda ma anche la flessione della benzina dopo i picchi estivi il quadro coldiretti: le quantità si sono ridotte del 3% con punte del 5,5% per la carne maestri (fiorucci): le materie prime sono in forte rialzo.
Emanuele Scarci MILANO A ottobre brusca frenata dei prezzi anche se quelli del carrello della spesa, i prodotti acquistati con maggiore frequenza, rimangono al livello del 4%. E nei prossimi mesi, secondo industria e distribuzione, sui prezzi dovrebbe scaricarsi una raffica di aumenti determinati dal forte rincaro delle materie prime, in primis carne e cereali. Secondo le stime preliminari di Istat, l’ indice nazionale dei prezzi al consumo di ottobre registra una variazione del 2,6% nei confronti di ottobre 2011 contro il +3,2% di settembre. Il rallentamento della crescita è stato influenzato soprattutto dal calo dei prezzi (-2,5%) della benzina verde rispetto al mese prima, ma anche da un favorevole confronto con l’ ottobre 2011, mese in cui scattò l’ aumento dal 20% al 21% dell’ aliquota Iva ordinaria. Secondo Confcommercio «la fine dell’ effetto statistico derivante dall’ innalzamento dell’ Iva dello scorso anno ha repentinamente riportato il tasso di variazione dei prezzi al di sotto del 3%, confermando come il sistema delle imprese stia attuando tutte le misure necessarie a non deprimere ulteriormente la domanda». Secondo il Codacons «l’ effetto Iva è costato tra i 290 ed i 385 euro a famiglia». Per Coldiretti l’ inflazione frena perché il carrello della spesa, nei primi 9 mesi, si è svuotato del 3% e con punte del 5,5% per la carne. Anche Federdistribuzione, attraverso il presidente Giovanni Cobolli Gigli, parla di boccata d’ ossigeno per le famiglie e i consumi grazie a un’ inflazione per la prima volta, da oltre un anno, sotto il 3%. «Se questo trend dovesse continuare – aggiunge Cobolli Gigli – l’ inflazione potrebbe rientrare entro limiti più fisiologici prefigurando un 2013 nel quale la dinamica dei prezzi inciderà meno sul potere d’ acquisto dei cittadini. Una prospettiva che deve essere sostenuta per poter avviare nel prossimo anno l’ attesa ripresa dell’ economia italiana». Tuttavia sui prodotti di largo consumo sta per arrivare una raffica di aumenti. «Siamo colpiti da violenti aumenti delle materie prime – avverte Athos Maestri, ad del Salumificio Fiorucci – che finora non abbiamo riversato sui listini del supermercato. Nel 2013 però saremo costretti a farlo e i ritocchi potrebbero essere compresi tra il 3 e il 5%». Anche Cobolli Gigli segnala che «finora le richieste di aumento di prezzo si collocano tra il 4,5 e il 6% e non è pensabile che la distribuzione possa ancora tenerli in pancia: oggi su 15 miliardi di valore aggiunto l’ 87% remunera il lavoro. Poi ci sono tutti gli altri costi». E il programmato aumento dell’ Iva del prossimo luglio? Secondo Confcommercio «alla luce di queste dinamiche é evidente che il previsto intervento sull’ Iva, misura che interessa circa l’ 80% dei prodotti acquistati, rischia di creare un elemento di forte turbativa in un contesto critico per le famiglie italiane. E dove la disoccupazione è in continua crescita». Per Cobolli Gigli «già la tredicesima rischia il “sequestro” per effetto di Imu, acconti Irpef e addizionali. L’ aumento dell’ Iva va assolutamente evitato». © RIPRODUZIONE RISERVATA +6,8% Inflazione energia Rispetto a ottobre 2011, i prezzi per abitazione, elettricità e combustibili +6,8%, i trasporti +6,1% e l’ istruzione (+3,1%). Quello più contenuto riguarda i servizi ricettivi e di ristorazione +1,1%. Gli unici in flessione i prezzi delle comunicazioni e dei servizi sanitari , rispettivamente, del 2,4% e dello 0,1 per cento +4% Carrello della spesa I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori (dagli alimentari alla benzina) risultano invariati su base mensile mentre il tasso di crescita su base annua scende al 4%, dal 4,7% di settembre. L’ inflazione acquisita per il 2012 si conferma al 3%. Quella calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, scende all’ 1,5%, dall’ 1,9% di settembre.
 

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