15 Luglio 2010

A ogni città il suo rischio caldo per la salute

ROMA – A ogni citt� il suo rischio caldo per la salute. Se Bolzano soffre a 30 gradi, da Roma in gi� la soglia si alza e nella capitale si attesta a 34 gradi a giugno e 35,5 gradi a luglio-agosto. Temperatura, umidit�, mortalit� giornaliera e durata dell’ ondata di calore sono i fattori cruciali per stilare la mappa dell’ emergenza sanitaria in situazioni di afa. Il caldo torrido ha investito anche tutta l’ Europa centro-orientale, con temperature record e cittadini e infrastrutture spesso impreparati. In Ungheria, nella capitale Budapest, dove il termometro ha raggiunto i 38 gradi, le autorit� locali hanno ordinato la distribuzione di bottiglie di acqua minerale ai passanti e agli automobilisti nelle strade del centro infuocate. A distribuirle � la societ� di gestione delle acque su ordine del Comune. L’ orario di chiusura di spiagge lacustri e fluviali e bagni pubblici � stata rinviata di un’ ora, fino alle 19, per consentire refrigerio alla gente. I bagnanti infatti rimangono fino all’ ultimo minuto. Molti si rinfrescano nelle fontane della capitale e anche nel Danubio, malgrado il divieto di balneazione in vigore. Il servizio sanitario nazionale ha proclamato l’ allarme rosso in tutto il Paese per i pericoli legati all’ afa e al caldo estremo. Temperature record e grandi disagi per i cittadini – ma anche per i servizi di pronto soccorso, che non riescono a far fronte a tutte le richieste di aiuto – sono segnalati questi giorni in tutti i paesi della Mitteleuropa, inclusa la verde Austria, dove a Vienna la temperatura � fissa da giorni sui 37-38 gradi. In Italia la situazione si manterr� su livelli di allerta soprattutto nelle citt� del centro-nord. L’ ulteriore aumento delle temperature previste nei prossimi giorni potr� determinare livelli di rischio per la salute della popolazione anche in alcune citt� meridionali (in particolare Napoli, Palermo e Pescara). �Non si tratta di previsioni meteo – ha spiegato il direttore del Dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio, Marina Davoli – ma di un sistema citt� specifico che prevede il verificarsi di condizioni a rischio per la salute della popolazione pi� vulnerabile�. I dati, ha aggiunto Paola Michelozzi, coordinatrice del Piano di prevenzione ondate di calore, �vengono elaborati sulla base delle previsioni meteorologiche a 72 ore e forniscono previsioni sulle condizioni a rischio per la salute per i 3 giorni successivi�. Le misure per fare fronte all’ emergenza caldo proposte dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio (il solito e inutile numero verde e una letterina, come quelle che si fanno a Babbo Natale, a comuni, prefetti e medici di famiglia per attivare l’ allerta (ma per questo non c’ era gi� la Protezione Civile?) sono una�presa in giro degli italiani� per l’ associazione dei consumatori Codacons secondo la quale il ministro �si dimentica che il caldo � una faccenda seria, visto che, nell’ unico anno in cui si procedette ad un conteggio, l’ Istituto Superiore di Sanit� accert� 34.071 anziani morti. Da allora se ne sono guardati bene dal procedere con altre indagini epidemiologiche�. Quello che avrebbe dovuto fare il ministro, per il Codacons �invece di scrivere una letterina ai medici di famiglia per appellarsi al loro senso civico, sarebbe stato rivedere l’ ordinanza del 19 maggio 2010, che non nomina neanche i medici di base, ordinando loro di compilare le anagrafi della fragilit� e di visitare gli anziani pi� a rischio in caso di passaggio dal livello di allerta 2 al livello 3. Solo attivando la prima linea del Servizio sanitario nazionale, infatti, si potr� impedire che i Pronto Soccorso vengano intasati da chiamate di anziani, come sta avvenendo da 10 giorni a questa parte e come, purtroppo, avverr� ancora�.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox