13 Dicembre 2013

A novembre l’ inflazione frena effetto della crisi dei consumi

A novembre l’ inflazione frena effetto della crisi dei consumi

L’ Istat ha certificato ieri che a novembre l’ inflazione, su base annua, segna una frenata allo 0,7%, registrando il livello più basso di crescita dei prezzi al consumo dal 2009. Su base mensile emerge invece il terzo calo consecutivo dello 0,3%. Il rallentamento dell’ inflazione è imputabile a tutte le tipologie di beni e servizi ed è particolarmente intensa per i beni energetici e gli alimentari freschi, spiega l’ istituto di statistica. Ma per le associazioni dei consumatori il calo dell’ inflazione rispecchia soprattutto una crisi dei consumi piuttosto che una discesa reale dei prezzi. Il Codacons spiega che «l’ inflazione in calo dimostra solo che i consumi sono in caduta libera e che le famiglie sono sul lastrico». L’ associazione evidenzia come tale inflazione, nonostante sia così bassa, equivalga a una stangata di 250 euro per una famiglia tipo di tre persone. Per Federconsumatori e Adusbef è «sempre più sottostimato il dato sull’ inflazione» dell’ Istat, e sottolineano che «l’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori continua a registrare un livello dei prezzi nettamente discordante con il disastroso andamento dei consumi, diminuiti, solo nel corso dell’ ultimo biennio, di ben l’ 8,1%». Coldiretti aggiunge che «l’ inflazione cala perché il carrello della spesa si svuota con gli italiani che, a causa della crisi, cambiano stile di vita e risparmiano 2 miliardi di euro l’ anno di spesa alimentare». I prezzi dei prodotti agricoli, in primis la frutta (-1,1%) e la verdura (-4,4%), contribuiscono a frenare l’ inflazione, mai così bassa dal 2009, ma i consumi restano “sotto terra”. Lo evidenzia la Cia-Confederazione agricoltori agricoli, commentando i dati diffusi dall’ Istat. Nonostante le continue offerte e promozioni, prosegue, gli italiani hanno ridotto del 4% da inizio anno la spesa alimentare. Un calo generalizzato, che riguarda pesce (-3,4%), carne rossa (-3,9%), latte (-2,7%), ortofrutta (-2%), olio extravergine (-8,8%) e addirittura anche la pasta (-1,2%). Ora le ultime speranze sono affidate al Natale: secondo le prime stime della Cia, 8 italiani su 10 non taglieranno il budget alimentare per il cenone e il pranzo del 25 dicembre. Secondo una indagine Coldiretti/IXÈ, con la crisi si dice addio al negozio di fiducia e quasi la metà degli italiani (47%) si reca in diversi esercizi commerciali per acquistare il prodotto che cerca dove costa meno.
 

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