17 Dicembre 2010

A novembre, dopo due mesi di calo, i prezzi a Trento tornano a crescere,

A novembre, dopo due mesi di calo, i prezzi a Trento tornano a crescere, salendo dello 0,2% rispetto a ottobre. L’ inflazione annua si attesta all’ 1,8% secondo l’ indice dei prezzi per l’ intera collettività e all’ 1,7% secondo l’ indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Ma il carrello della spesa più frequente sale di oltre il 2% su base annua, trainato soprattutto dai carburanti, ma anche dalle bollette e da una parte dei prodotti alimentari. In questo ambito, volano frutta e verdura, insieme ad altri prodotti come il burro, la birra e l’ espresso al bar. Secondo l’ Istat, il mese scorso a livello nazionale l’ inflazione è rimasta stabile all’ 1,7%. Gli aumenti tendenziali più elevati si registrano ad Aosta (+3,6%), Napoli (+2,3%), Bari (+2,2%). Trento è al settimo posto tra i capoluoghi di regione. Gli incrementi più significativi nel mese sono quelli delle comunicazioni, che invertono l’ ormai «storica» tendenza alla diminuzione dei prezzi, e di abitazione, acqua, elettricità e combustibili. Anche in Trentino nell’ ultimo mese la crescita maggiore è quella dei prezzi di poste e telefoni, che segnano un incremento dello 0,8%. Pure alimentari e bevande nel mese vedono un aumento dello 0,4%, mentre la maggior parte delle altre voci salgono dello 0,1%. Rispetto al novembre 2009, invece, gli incrementi maggiori sono quelli di bevande alcoliche e tabacchi, con il 4,2%, casa e bollette, con il 3,7%, trasporti con il 3,6%. In questa voce il traino è quello dei carburanti, che secondo il Codacons determineranno un aggravio annuo medio di 95 euro a famiglia. Ma anche servizi come la riparazione auto segnano incrementi su base annua fra il 3 e l’ 8%. Carburanti e trasporto urbano, insieme ad alimentari, affitti e spese per la casa, costituiscono il carrello della spesa che l’ Istat definisce ad alta frequenza di acquisto. Questo paniere è cresciuto a novembre più della media generale dei beni, segnando un incremento mensile dello 0,3% e un aumento tendenziale annuo del 2,1%. Un esame più dettagliato dell’ andamento dell’ inflazione è possibile attraverso i dati dell’ Osservatorio nazionale prezzi, aggiornati a ottobre. A Trento spiccano i balzi di verdura e frutta, che in alcuni casi sfiorano il 50% da inizio anno. Il record di aumento spetta all’ insalata brasiliana, che in dieci mesi è cresciuta di prezzo del 49,7%, passando da 1,69 a 2,53 euro al chilo. Incremento analogo per i limoni, saliti del 49,7% da 1,97 a 2,95 euro al chilo. Tra i prodotti ortofrutticoli, si inserisce lo shampoo, con il prezzo medio a confezione cresciuto del 33%. Poi in classifica tornano gli alimenti: il radicchio rosso (+31,2%), la cipolla bianca (+26,1%), le patate (+25%), i finocchi (+23,9%), le pere (+22,1%). In forte crescita anche peperoni, lattuga, carote. Pure le banane, che ovviamente sono importate, aumentano del 7,9%, passando da 1,59 a 1,72 euro al chilo. Tra le voci che vedono incrementi superiori al tasso medio di inflazione troviamo anche il burro, salito del 6,2% da inizio anno, l’ espresso al bar, che a Trento ora costa in media 92 centesimi dagli 87 di dieci mesi prima (+5,7%), la birra nazionale, cresciuta del 5,4%. Va detto però che altri prodotti alimentari di uso comune hanno visto i prezzi cadere. Il pane, ad esempio, costa il 3,2% in meno di fine 2009, il latte fresco il 4,4% in meno, lo zucchero il 5,8% in meno, il vino comune da tavola quasi il 6% in meno, la carne di maiale l’ 8% in meno, il riso l’ 8,9% in meno di dieci mesi prima. Finora i nuovi aumenti registrati sui mercati delle materie prime agricole, soprattutto a seguito di fiammate speculative, non sono arrivati sul banco degli alimentari.
 

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