27 Novembre 2013

A Natale consumi “sotto zero” Peggio del disastrato 2012

A Natale consumi “sotto zero” Peggio del disastrato 2012

I consumi di Natale saranno “sotto zero”, ancora più bassi rispetto allo scorso anno: diminuiscono anche gli acquisti di alimentari e giocattoli, i comparti più gettonati durante le festività natalizie. Già lo scorso anno la spesa per i regali si era attestata a circa 148 euro a famiglia: quest’ anno ci sarà una nuova contrazione, si stima di -11,2 per cento, per una spesa che si fermerà a 132 euro a famiglia. Sono i dati dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori che ha effettuato il monitoraggio sulle intenzioni di acquisto degli italiani in vista delle feste. In Sicilia il trend sarà proprio quello a livello nazionale: “Si prevede che le famiglie siciliane – afferma il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi – spendano complessivamente circa 725 milioni di euro durante il periodo di Natale, tra addobbi per la casa, regali, alimentari, ristorazione, viaggi, spese per la cura della persona”. Ritornando alla Federconsumatori la spesa media a famiglia per i regali sarà di appena 132 euro: i regali saranno estremamente mirati e in molti casi saranno riservati esclusivamente ai bambini. Una prima stima dei consumi per le feste parla di flessioni pari al 12 per cento nell’ abbigliamento e nelle calzature, al 31 per cento per mobili, arredamenti ed elettrodomestici, al 6 per cento per la profumeria, un altro 6 per cento per l’ elettronica di consumo, al 16 per cento per il turismo; sono in flessione anche alimentazione (-1 per cento) e giocattoli (-2 per cento) mentre tengono solo le spese per l’ editoria, i libri e i compact disc, con un modesto +0,5 per cento legato alle promozioni e ai prezzi comunque contenuti. “Il dato più sconvolgente riguarda il settore alimentare e quello dei giocattoli, vale a dire i comparti più gettonati durante le festività natalizie che, in previsione, registreranno rispettivamente un calo dell’ 1 e del 2 per cento – affermano Federconsumatori e Adusbef -. Le vendite di fine anno, quindi, confermeranno un andamento che si protrae da anni. A pesare fortemente sulla crisi dei consumi di Natale, oltre al livello infimo raggiunto dal potere di acquisto delle famiglie, contribuiscono l’ aumento del tasso di disoccupazione, la perdurante cassa integrazione, la situazione di migliaia di esodati, la prospettiva di molte aziende che non riusciranno a garantire il pagamento degli stipendi, le piccole e medie imprese che già hanno annunciato il mancato pagamento delle tredicesime”. C’ è una sola via d’ uscita per riattivare un mercato oramai diventato asfittico: “Per contrastare questa pericolosa tendenza – sostengono i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – è fondamentale stimolare una ripresa della domanda di mercato, attraverso un’ immediata anticipazione dei saldi, come avviene in altri paesi, ed una detassazione delle tredicesime”. Pare quindi che non ci sono all’ orizzonte possibilità che questo Natale possa regalare un sorriso in più a tutti: l’ austerity sarà l’ unica parola d’ ordine in mezzo a poca voglia di festeggiare. Michele GiulianoAumento Iva, altra “zavorra” sui consumatoriL’ aumento dell’ Iva dal 21 al 22 per cento continua a essere al centro delle preoccupazioni di consumatori e categorie produttive, che temono ulteriori cali dei consumi, già provati dalla crisi economica. Confesercenti-Ref rende noti i propri dati: con l’ aumento dell’ Iva, secondo le stime, sono a rischio i consumi di Natale e quelli del 2014. “L’ aumento dell’ aliquota Iva – sostiene l’ associazione di categoria – avrà effetti negativi sia sui consumi del prossimo Natale sia su quelli del 2014, che già prevediamo fragili. Secondo i dati Confesercenti-Ref, la spesa delle famiglie residenti, a fine 2013, segnerà una contrazione del 2 per cento, mentre per il prossimo anno la crescita dei consumi dovrebbe essere di appena mezzo punto percentuale. Un’ attesa ripresina della spesa delle famiglie che potrebbe essere annullata completamente dall’ aumento Iva”. Secondo la categoria è impensabile per un governo continuare a far cassa su tutti i consumatori finali: “Dal 2007 ad oggi – precisa Confesercenti – è stato proprio il crollo della domanda interna (-11,8 per cento) a contribuire maggiormente al calo del Pil. Se davvero vogliamo tornare a crescere, dobbiamo puntare anche sulla ripresa dei consumi: il rilancio economico parte anche da qui”. (mg)
 

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