20 Agosto 2009

A Milano oltre al caldo scoppiano le polemiche

«Troppi medici in vacanza»

A Milano oltre al caldo scoppiano le polemiche. Troppi medici di base sono in vacanza proprio adesso che i loro assistiti sono alle prese con malesseri e cali di pressione provocati dalle eccezionali temperature.  A denunciare l’esodo ferragostano dei camici bianchi è il Codacons (il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori) che segnala i disservizi causati dall’assenza dei medici di famiglia. «Troppi – fa sapere con un comunicato il presidente Carlo Rienzi – vanno in vacanza in questo periodo critico ed i loro sostituti fanno orari ridotti, diversi dal solito, e raramente fanno visite a domicilio. Una situazione opposta a quella che ci dovrebbe essere in queste situazioni di allarme per anziani e malati cronici. L’esercito dei medici di base è quello che dovrebbe monitorare gli anziani inseriti nell’Anagrafe della fragilità. Se invece i medici di famiglia se ne stanno in vacanza ovvio che la prima linea del Servizio Sanitario Nazionale verrà scavalcata e chi non sta bene sarà costretto ad andare direttamente in ospedale, intasando il pronto soccorso». Un malcostume, quello dell’assenza in pieno agosto dei medici di fiducia, che accomuna la nostra città e la capitale, ma che l’Asl "Città di Milano" contesta con dati alla mano. In una nota ufficiale la direzione generale rende noto che: «allo stato attuale, non risultano sul territorio di Milano particolari criticità, né segnalazioni agli Uffici Relazioni con il Pubblico superiori a quelle che pervengono durante tutti i periodi dell’anno». Per quanto riguarda le presenze si registra un tasso pari al 55% su 1.300 medici. E se questi 720 sono normalmente reperibili nei loro studi, gli altri in ferie sono stati sostituiti com’è d’obbligo per legge: con preventiva comunicazione all’Azienda del nominativo del collega che lo sostituirà ed agli assistiti delle modalità organizzative. Ed i diretti interessati che dicono?  Respingono le accuse del Codacons, anche a proposito delle visite a domicilio. «I medici sostituti le devono fare e le fanno – dichiara Mauro Martini, presidente del Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani – proprio come avviene tutto l’anno. Con gli stessi tempi e difficoltà, perchè tra i suoi assistiti rimasti in città ad agosto e quelli ereditati il medico sostituto si trova con la mole di lavoro del resto dell’anno».

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