28 Giugno 2011

A maggio salari fermi mentre i prezzi crescono

A maggio salari fermi mentre i prezzi crescono
 

ROMA Retribuzioni ferme a maggio. La conferma della frenata è venuta dall’ Istat, secondo cui le paghe contrattuali orarie a maggio sono rimaste ferme rispetto ad aprile, segnando una variazione nulla, mentre hanno registrato un aumento dell’ 1,8% su base annua. Un rallentamento che appare ancora più allarmante a fronte dell’ andamento dei prezzi. Sempre l’ Istat ieri ricordava che il tasso d’ inflazione annuo a maggio è stato pari al 2,6%. Diversificati però gli andamenti nei singoli settori. Gli aumenti retributivi maggiori su base annua sono segnati dal settore tessile-abbigliamento (4,1%), ma bene sono andati anche i comparti militari-difesa (4,0%), forze dell’ ordine (3,7%) vigili del fuoco (3,4%). Gli incrementi più contenuti, invece, riguardano ministeri, scuola, Regioni e autonomie locali, Servizio sanitario nazionale (+0,3% in tutti e quattro i casi). Preoccupate le valutazioni dei consumatori. Per il Codacons a maggio emerge come «ormai sia dal 2002 che gli stipendi e le pensioni restano al palo mentre i prezzi, le tariffe e le imposte continuano ad aumentare. Fino a che le retribuzioni continueranno a perdere potere d’ acquisto, è di tutta evidenza che i consumi continueranno a crollare e sarebbe una scelta sciagurata quella che il governo si appresterebbe a fare giovedì, ossia congelare ancora per un anno il contratto dei pubblici dipendenti». Critiche anche le opposizioni. Per Cesare Damiano del Pd, «i dati dell’ Istat indicano che il recupero del potere d’ acquisto si attesta intorno a meno 0,8% rispetto all’ andamento dell’ inflazione. Mentre i lavoratori vedono diminuire l’ occupazione e i salari, il governo sta per varare una manovra che mette sotto attacco, per la seconda volta nell’ arco di un anno, il sistema pensionistico». A rendere difficile la situazione di molti lavoratori anche i ritardi nei rinnovi contrattuali. Secondo i dati Istat, alla fine di maggio i dipendenti in attesa di rinnovo sono 4,5 milioni, il 34,7% del totale. In media, l’ attesa di rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto, è di 17,1 mesi. Alla fine di maggio 2011 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 65,3% degli occupati dipendenti e al 60% del monte retributivo osservato.
 

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