23 Febbraio 2016

A gennaio inflazione in ripresa dello 0,3%

A gennaio inflazione in ripresa dello 0,3%

milano L’ Istat conferma le stime sull’ inflazione già diffuse a inizio febbraio e relative al mese di gennaio: un «lieve rialzo» (+0,3%) su base annua, contro il +0,1% di dicembre e viceversa un calo, su base congiunturale, dello 0,2%, dovuto soprattutto alla diminuzione dei prezzi dei beni energetici. Se lo spettro della deflazione sembra allontanarsi, questi dati, ancora prossimi allo zero e in altalena da diversi mesi, non consentono tuttavia di parlare di una vera ripartenza dei prezzi al consumo, come fa notare l’ ufficio studi di Confcommercio secondo cui, con queste premesse, anche nel 2016 l’ inflazione si manterrà sotto l’ 1%. Ad attenuare le preoccupazioni per il rischio deflazione è però l’ analisi della “inflazione di fondo” (ovvero quella che esclude le componenti più volatili della spesa), che sale dello 0,8% su base annua, al netto sia dei prodotti alimentari non lavorati (contro il +0,6% di dicembre), sia dei beni energetici (rispetto al +0,7% di dicembre). A rallentare, in gennaio, è invece la crescita dei prezzi che riguardano i beni alimentari, quelli per la cura della casa e della persona, il cosiddetto «carrello della spesa»: nel confronto mensile l’ Istat registra una diminuzione dello 0,2%, mentre l’ incremento tendenziale è appena dello 0,3%, contro il +0,9% raggiunto lo scorso dicembre. Un rallentamento che, secondo l’ Unione nazionale consumatori, su base annua ha consentito a una famiglia media (una coppia con due figli) di risparmiare 47 euro rispetto al mese precedente. Ma che, osserva il presidente del Codacons Carlo Rienzi, «non rappresenta un vantaggio per nessuno». L’ andamento dei prezzi al consumo è differenziato a seconda delle aree, con il Nord-Est e le Isole in crescita dello 0,4%, il Nord-Ovest e il Centro dello 0,3% e il Sud dello 0,2%. Tra i capoluoghi di regione, in dieci città l’ indice dei prezzi su base annua è fermo o prossimo allo zero (tra cui Milano, Firenze, Perugia e Palermo) o in deflazione (Bari, Potenza e Trieste). Le città dove invece in gennaio si sono registrati i rincari più elevati sono Venezia, Aosta, L’ Aquila e Bolzano, tutte con aumenti dello 0,6 %. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
giovanna mancini

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