A gennaio inflazione ferma allo 0,7%
-
fonte:
- Milanofinanza.it
Il tasso d’ inflazione a gennaio è rimasto stabile allo 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2013, il miglior dato dal 2009. Su base mensile il tasso è aumentato dello 0,2%, come a dicembre. E’ la stima preliminare dell’ Istat. A determinare la tendenziale stabilità dell’ inflazione sono, da un lato, l’ accelerazione dei prezzi dei servizi dei beni energetici non regolamentati e l’ ulteriore riduzione della flessione di quelli relativi ai trasporti, dall’ altro, i rallentamenti delle dinamiche inflazionistiche di gran parte delle rimanenti tipologie di beni e servizi, il più marcato dei quali interessa gli alimenti freschi. L’ inflazione di fondo, al netto degli alimenti freschi e dei beni energetici, è salita all’ 1% dallo 0,9% di dicembre; mentre, al netto dei soli beni energetici, è rimasta ferma all’ 1%. Il rialzo mensile dell’ indice generale è dovuto sia a fattori stagionali, che spiegano la crescita dei prezzi dei vegetali freschi (+4,2%), sia agli aumenti congiunturali di buona parte delle altre tipologie di beni e servizi; a mitigare questo rialzo è stato il calo mensile dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (-0,5%), anch’ essi influenzati da fattori di natura stagionale. L’ inflazione acquisita per il 2014 è dunque pari allo 0,2%. Rispetto a gennaio 2013, il tasso di crescita dei prezzi dei beni è sceso allo 0,3% dallo 0,4% di dicembre, mentre quello dei prezzi dei servizi è salito all’ 1,1% (era +1% nel mese precedente). Pertanto, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si è ampliato di due decimi di punto percentuale rispetto a dicembre 2013. I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto sono aumentati dello 0,3% su base mensile e dell’ 1,1% su base annua (in attenuazione dal +1,2% di dicembre). Infine, secondo le stime preliminari, l’ indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) è diminuito del 2,1% su base mensile ed è cresciuto dello 0,6% su base annua, con un rallentamento di un decimo di punto percentuale rispetto a quanto registrato a dicembre (+0,7%). La flessione congiunturale è in larga parte da ascrivere ai saldi invernali dell’ abbigliamento e calzature di cui l’ indice Nic non tiene conto. “Questa bassa inflazione, il valore più basso dal novembre 2009, tradotta in cifre, equivale pur sempre, in termini di aumento del costo della vita, a una stangata annua pari a 245 euro per una famiglia di tre persone”, un valore calcolato sulla base del paniere Istat 2013 e non su quello nuovo reso noto oggi, e a 269 euro per una di quattro componenti, ha denunciato stamani il Codacons. Per l’ associazione dei consumatori, si tratta di “una tassa invisibile” che, per intenderci, è superiore al beneficio massimo che ci sarà in busta paga con la riduzione del cuneo fiscale, pari a 225 euro o all’ eliminazione dell’ Imu sulla prima casa, il cui versamento medio è stato pari a 225 euro. Per Adusbef e Federconsumatori l’ aumento del tasso di inflazione in generale e di quello relativo al solo “carrello della spesa” è sottostimato e comporta comunque su base annua un aggravio di 368 euro annui per una famiglia composta da tre persone. Un aumento dei prezzi che “si conferma inammissibile e del tutto ingiustificato, a maggior ragione se si osserva l’ andamento dei consumi nel corso degli ultimi anni”. Secondo quanto rilevato dall’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori la contrazione dei consumi è stata del 4,7% nel 2012, del 3,4% nel 2013, mentre nel 2014 si prevede un’ ulteriore frenata dell’ 1,1%.
tommaso vincenzo ferrari
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: consumi, Inflazione, Istat, Prezzi
