A Forlì sono in crescita i poveri
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fonte:
- Corriere Romagna
?Prezzi alti? No cumpra?!!!?. Questo lo slogan scelto da Intesaconsumatori per lo sciopero della spesa indetto a livello nazionale per domani. Le associazioni dei consumatori di Forlì, in particolare Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons lanciano l?appello a tutti i cittadini, per dare al governo un segnale forte, per protestare contro l?aumento spropositato dei prezzi e allo stesso tempo riflettere sulle proprie abitudini di consumatori. Secondo Luca Medri, presidente di Federconsumatori, il problema è reale e colpisce tutti: ?Nell?ultimo anno, grazie anche al fenomeno euro, il caro-vita ha causato un crollo vertiginoso dei consumi, che si è manifestato appieno con una disastrosa stagione dei saldi e una deludente stagione turistica. Le famiglie italiane non ce la fanno più ad arrivare alla fine del mese: al raddoppio dei prezzi dei beni di prima necessità non sono corrisposti aumenti salariali e pensionistici adeguati, e questo potrebbe portare in un futuro non troppo lontano molte famiglie a dover dichiarare bancarotta?. L?impoverimento delle famiglie le porterebbe spesso a ricercare soluzioni pericolose come i piccoli prestiti per il consumo, che producono indebitamenti non sempre sostenibili. Anche nella nostra città, secondo la Lega consumatori Acli, il problema non è più controllabile: negli ultimi anni il numero dei poveri presenti in città è aumentato in maniera preoccupante, passando dal 12,5 al 15 per cento. Per questo Intesaconsumatori propone una giornata di astensione da tutti i consumi, per chiedere interventi di politica economica, strutturali e congiunturali, che permettano di risollevare l?economia nazionale. Innanzitutto, si chiede l?elaborazione di un piano energetico basato sulle fonti alternative e sul risparmio, che permetta di eliminare gli sprechi derivanti da inefficienze del sistema. Inoltre al governo è richiesto un impegno maggiore nel risolvere il problema del caro-benzina attuando varie proposte dei consumatori, e soprattutto evitando le doppie speculazioni derivanti dal pagamento in euro, anzi che in dollari, delle materie prime. Infine, i consumatori chiedono saldi liberalizzati per tutto l?anno e accordi con le banche e con le associazioni dei commercianti per calmierare i prezzi su tutti i mercati.
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