14 Settembre 2007

A Cremona il pane più caro

Costo della vita. Il dato clamoroso emerso nel corso dello sciopero della spesa andato in scena ieri
A Cremona il pane più caro
Federconsumatori: “Le tabelle redatte sui dati Istat parlano chiaro“



Dopo il `record` del caffé (prima città italiana a raggiungere quota un euro), ora tocca al pane. A Cremona è più caro che nel resto d`Italia. Proprio così: le tabelle diffuse ieri nel corso dello sciopero della spesa organizzato da Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons, relative al prezzo minimo, medio e massimo di un chilo di pane comune, lasciano pochi dubbi. Le cifre fornite dall`osservatorio del ministero dello Sviluppo economico (su dati Istat), sulle quali pone l`accento Francesco Zilioli, presidente di Federconsumatori Cremona, sono quelle del prezzo minimo, che interessa le fasce meno abbienti: a Cremona è pari a 2,90 euro. Seguono Trieste (2,50), Venezia (2,50) e Milano (2,39, cioè oltre 50 centesimi in meno). In fondo c`è Napoli, dove un chilo di pane comune ha un prezzo minimo di un euro. Avete letto bene: un euro. Per rendere meglio l`idea: una famiglia che acquista un chilo di pane al giorno a Cremona spende 1.058 euro all`anno, a Napoli 365 euro, sempre che si riesca a trovare la panetteria con i prezzi minimi (a volte non è facile). A Cremona, in parecchie, non si scende sotto i tre euro, a volte non si scende sotto i 3.60. In effetti il prezzo medio ? sempre secondo i dati diffusi ieri ? è pari a 3.22 euro e quello massimo a 3.70. Nel corso dello `sciopero`, che ha riguardato in particolare pane, pasta e caffé e che a Cremona ha visto un`adesione piuttosto consistente, Federconsumatori, insieme ad Adoc, ha promosso in via Mantova la distribuzione della pasta: trecento passanti si sono portati a casa altrettanti pacchi. Un successo. Non è che l`inizio, anche perché per pasta e pane sono attesi aumenti del 20%. Insomma, la situazione potrebbe diventare ancor più pesante e il numero di chi scantona certe panetterie ridefinite gioiellerie potrebbe aumentare. Per cercare di invertire la rotta Zilioli ha indicato tre strade: attivare un servizio del Comune che raccolga l`adesione dei commercianti che si impegnano a non aumentare i listini prezzi di agosto 2007, con il ritorno del caffè a 0,90; promuovere presso i commercianti di prodotti ortofrutticoli l`esposizione sui cartellini del prezzo all`origine; superare la normativa regionale che introduce l`aumento automatico annuale delle tariffe del trasporto pubblico locale extraurbano.

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