30 Gennaio 2020

A CIVITAVECCHIA MARIA NON CI HA INGANNATI»

Fu un evento tanto imprevisto quanto sconvolgente. Folle di pellegrini. Lo scetticismo, sulle prime, del vescovo Girolamo Grillo, scomparso nel 2016. L’inchiesta giudiziaria, innescata da una denuncia del Codacons, con tanto di perquisizioni e interrogatori per la famiglia Gregori. Venticinque anni fa il mistero della Madonnina di Civitavecchia che lacrimava sangue divise l’Italia. Quella statuina in gesso bianco proveniente da Medjugorje, sistemata in una nicchia nel giardino della villetta dei Gregori in località Pantano, lacrimò, in totale, tredici volte tra il 2 e il 6 febbraio 1995 e poi, l’ultima volta, la quattordicesima, nelle mani di monsignor Grillo il 15 marzo successivo. Padre Flavio Ubodi, teologo cappuccino, è stato vicepresidente della Commissione teologica diocesana incaricata di investigare sul caso ed è autore del libro Civitavecchia: 25 anni con Maria (Edizioni Ares). Dal 1995 segue spiritualmente la famiglia Gregori per vagliarne, spiega, «la fede, la costanza, l’obbedienza». Anche perché Jessica Gregori, che all’epoca aveva 7 anni, ha avuto numerose apparizioni della Vergine e nel giugno 1996 volò in Portogallo per incontrare suor Lucia, una dei tre veggenti di Fatima. Venticinque anni dopo cosa resta del “mistero di Civitavecchia”? «Eventi come questo sono un invito pressante a mettere in pratica quello che la fede già insegna, attraverso la Scrittura, la tradizione e il magistero della Chiesa». Qual è il messaggio della Madonnina che pianse lacrime di sangue? «Una madre che piange è una madre preoccupata per la sorte dei suoi figli. Se piange sangue vuol dire che la situazione è drammatica. E infatti, nei messaggi affidati alla famiglia Gregori, la Madonna evidenzia tre preoccupazioni: quella per la famiglia, aggredita dalle potenze del male e a rischio disgregazione, come vediamo purtroppo oggi con il dilagare del divorzio e delle unioni di fatto. Quella per la Chiesa che avrebbe subito attacchi terribili dal suo interno, dal modernismo al relativismo etico alle lotte intestine tra vescovi e cardinali. Oggi addirittura si cerca di mettere l’uno contro l’altro i due Papi, Benedetto XVI e Francesco. Quella per l’umanità che ha imboccato una strada che può portarla alla distruzione completa. L’invito di Maria è di collaborare con lei e il Signore per arginare questa deriva con la conver sione, la pratica dei sacramenti, la recita del Rosario e la consacrazione al suo Cuore Immacolato». Ci sono state due commissioni, una diocesana e una vaticana, che hanno investigato sul caso. La Chiesa ha riconosciuto come soprannaturali quegli eventi? «Io ho fatto parte di quella diocesana dove eravamo, in totale, undici tra teologi e mariologi di fama mondiale, due dei quali indicati dal Vaticano. Abbiamo ascoltato molti testimoni diretti delle lacrimazioni. Siamo arrivati alla conclusione che non c’erano imbrogli né scopi di lucro da parte dei Gregori. Cosa che accertò anche la magistratura non ravvisando alcun reato». Eravate tutti d’accordo? «Sette diedero parere favorevole, tre un parere attendista con l’invito ad analizzare ancora e uno soltanto parere negativo. Affidammo le conclusioni al vescovo Girolamo Grillo». Lui cosa fece? «Visto che la maggioranza della commissione era favorevole e vista la volontà di papa Wojtyla di far approvare l’autenticità del culto, avrebbe potu to tranquillamente procedere a firmare un decreto per attestare l’autenticità dell’evento. Chiese a Roma di controfirmare il decreto, ma Roma aspettò e poi gli fece sapere di aver istituito una commissione le cui conclusioni, però, non sono mai arrivate ufficialmente alla diocesi di Civitavecchia». Per quale motivo? «Forse perché tra le alte sfere della gerarchia c’era qualcuno che non vedeva di buon occhio le apparizioni mariane in generale e gli eventi di Civitavecchia in particolare». Eppure Giovanni Paolo II, fin da subito, raccomandò a Grillo massima apertura al mistero. «Sì, tramite il cardinale Sodano, allora suo segretario di Stato. Venne anche in incognito, più volte, a Civitavecchia per pregare da solo davanti alla Madonnina. Anche il grande esorcista padre Gabriele Amorth, rassicurato dalla visione di una sua figlia spirituale, disse di credere. Madre Teresa di Calcutta incontrò i Gregori e pregò insieme a loro».
antonio sanfrancesco

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