14 Giugno 2009

A Chieti spunta la tassa sul caro estinto

  CHIETI – La crisi, ed il taglio dei trasferimenti dallo Stato, aguzzano l’ingegno: a Chieti spunta la tassa sul caro estinto, almeno stando alla denuncia del presidente dell’Unione consumatori d’Abruzzo, Lorenzo Cesarone. «E’ una tassa di 25,82 euro che ha, come causale, il trasporto della salma -attacca Cesarone- che i parenti del defunto devono versare alle casse comunali anche quando la tumulazione avviene in un altro comune». Una vera e propria tassa sul morto, un balzello che Cesarone, definisce «odioso» e per questo motivo chiede un intervento urgente con il sindaco Ricci ed il dirigente responsabile del settore. «Il caso ci è stato segnalato da una persona di Torrevecchia Teatina che, purtroppo, ha avuto un lutto -spiega Cesarone- , ma non ha digerito la tassa che l’impresa di pompe funebri ha comunque dovuto applicare al costo totale del servizio nonostante la salma, dall’ospedale di Chieti, sia stata tumulata a Torrevecchia». Insomma è un’ingiustizia, nei confronti di chi ha subito la perdita di un familiare, fare pagare una gabella anche quando il servizio cimiteriale non c’è proprio. E allora come trovare una soluzione ad un vicenda così antipatica?  La soluzione viene dalla stessa Uniconsab, che è federata al Codacons: sciopero contro la tassa sul morto. «A tutti i parenti dei defunti che non vengono sepolti nel cimitero di Chieti -conclude Cesarone- chiediamo di non pagare e protestare contro l’ennesima, inutile e odiosa gabella, tramite il nostro sindacato, con l’invio di una lettera che l’ufficio legale di Uniconsab ha già predisposto». Insomma, si profila un vero e proprio braccio di ferro tra familiari, sindacato e Comune.
 

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