6 Ottobre 2008

A causa del fallimento della banca americana. 40mila italiani pagheranno il conto

 L e coop spiazzano i signori delle polizze. Travolto dalla valanga dal crac Lehman Brothers, il mondo assicurativo made in Italy si ritrova in mano 1,5 miliardi di euro di (quasi) carta straccia. A dirla tutta, nei guai sono i consumatori, i sottoscrittori delle Index Linked, strumenti finanziari- assicurativi composti da un’obbligazione legata a un indice di Borsa, garantite dalla banca d’affari americana.  Perché il premio dell’investimento risulta piuttosto salato (la perdita del capitale) per almeno 40mila italiani, secondo uno studio del Codacons che ha deciso di presentare una denuncia penale ipotizzando responsabilità degli intermediari nella vendita di prodotti rischiosi e prossimi a un default annunciato. Stando alle stime di Ng, una società di analisi, le vittime sarebbero addirittura 75mila. Per ora l’associazione di categoria, l’Ania, prende tempo e studia una manovra congiunta per correre al riparo da perdite ingenti, mentre l’Isvap lancia l’allarme sulla solidità delle compagnie. Trattative, richiami a intese congiunte, e il pericolo concreto che il cerino in mano resti solo al consumatore. Invece le compagnie di matrice cooperativa tentano la fuga in avanti. Unipol gruppo finanziario offre una via d’uscita agli 8.500 clienti coinvolti del default Lehman. Questi potranno chiedere la restituzione del capitale sottoscritto alla scadenza naturale del contratto stipulato o aspettare. «Lo consideriamo un investimento di carattere sociale», ha dichiarato l’amministratore delegato Carlo Salvatori ( nella foto ). L’operazione potrebbe costare tra i 30 e 60 milioni di euro alla società di via Stalingrando. Una risposta ai clienti, annunciata, ma ancora da definire anche da Mediolanum, e invece già messa in moto da Bcc Vita Assimoco, il ramo assicurativo delle Banche di credito cooperativo, che rimborserà il capitale delle polizze Index linked, tre prodotti in tutto per una somma pari a 30 milioni di euro, garantiti da Lehman. «Grazie a questa operazione», ha spiegato il gruppo in un comunicato ufficiale, «il credito cooperativo conferma le proprie caratteristiche distintive in termini di attenzione e senso di responsabilità nei confronti delle famiglie che risparmiano, consolidando il rapporto di fiducia con la propria clientela che contraddistingue le Bcc». La fuga in avanti di Unipol e Bcc ha provocato parecchi imbarazzi ai piani alti dell’Ania. Fausto Marchionni , presidente di Fondiaria Sai ha fatto sapere che il problema deve essere affrontato «in modo univoco». Nessuno ha voglia di mostrare la faccia cattiva ai clienti, mentre la manovra di Unipol e Bcc spiazza tutti. In seconda battuta l’episodio rischia di costituire un pericoloso precedente nel bel mezzo di una crisi finanziaria i cui contorni sono ancora tutti da definire. Se si rimborsano i titoli Lehman, allora toccherà farlo anche per quelli di altri eventuali fallimenti. Il salvataggio-nazionalizzazione del colosso assicurativo americano Aig non sta andando a gonfie vele. Gli investitori non si fidano della tenuta della società e il titolo continua la sua corsa al ribasso. E solo in Italia ci sono polizze Aig per circa un miliardo di euro. E si sa, una valanga tira l’altra.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox