17 Giugno 2016

A Caserta in manette 9 furbetti del cartellino

A Caserta in manette 9 furbetti del cartellino A Caserta in manette 9 furbetti del cartellino
altri sette sospesi dal servizio. licenziamenti sprint: c’ è la legge

• ROMA. Timbravano il badge e subito dopo se ne andavano dal lavoro, oppure coprivano i colleghi assenti il loro cartellino. Un copione già letto più volte quello dei furbetti del cartellino, questa volta smascherati a nell’ Asl di Caserta, nel distretto 13 di Maddaloni. Nove dipendenti sono stati arrestati dai carabinieri e altri sette sono stati sospesi dal servizio. Fra gli indagati, cinque sono dirigenti. Tutti gli arrestati sono ai domiciliari. A inchiodare i dipendenti assenteisti alcuni video realizzati dai Carabinieri in cui si vedono gli impiegati che lasciano il posto di lavoro subito dopo aver registrato la loro presenza attraverso il badge in dotazione: si allontanavano dagli uffici per dedicarsi allo shopping, per fare jogging oppure per accompagnare i figli a scuola. In altri video i dipendenti utilizzano i badge di colleghi assenti registrando così un falso inizio del servizio. II reati ipotizzati, a vario titolo, sono truffa e false attestazioni o certificazioni in concorso, con le aggravanti di aver commesso il fatto in danno di un ente pubblico. Trai presunti furbetti figura anche un consigliere comunale di maggioranza del comune di Valle di Maddaloni (Caserta), Agostino Renzi, indagato. Renzi, collaboratore amministrativo professionale dell’ Unità Operativa di Medicina Legale dell’ Asl è accusato di avere agevolato un collega timbrando il suo cartellino e fa cendolo risultare presente. Per lui il gip ha disposto gli arresti domiciliari. Insorge il Codacons, che annuncia di costituirsi parte offesa nel procedimento. E in Calabria è stato arrestato Vittorio Cristaudo, medico dipendente dell’ Asp di Catanzaro addetto al servizio vaccinazioni a Lamezia Terme. Timbrava il cartellino ma poi tornava a casa per sbrigare affari personali e privati. E diventa legge la stretta sugli statali che timbrano il badge e poi vanno in palestra, a fare il secondo lavoro: 48 ore per essere sospesi, 15 giorni per difendersi e altri 15 per completare l’ iter disciplinare. Il dirigente che gira la testa dall’ altra parte rischia licenziamento e carcere. Renzi: «Provvedimento cattivo, ma giusto». E la stretta sui furbetti del cartellino è solo un assaggio di quel che verrà. L’ obiettivo è stanare gli assenteisti di professione, in particolare i finti malati. Il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, lo ha detto a chiare lettere dopo il famigerato Capodanno dei vigili romani, era il gennaio del 2015, ed è tornata a ribadirlo all’ indomani dell’ approvazione in Consiglio dei ministri dei licenziamenti lampo. Nel mirino scioperi bianchi e certificati medici o permessi mendaci, si pensi agli abusi sulla legge 104.
 

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