25 Luglio 2019

A caccia di falsi poveri scovati altri 37 a Rionero

ai «raggi x» i redditi di gioiellieri, estetisti e titolari di bar
Ci risiamo con i «finti poveri». Spuntano in ogni angolo della Basilicata, regione in cui il reddito pro -capite è tra i più bassi d’ Italia. Situazione statistica che, evidentemente, viene utilizzata da tanti per cercare di incunearsi nelle maglie degli aiuti, dei sostegni, degli sconti e delle agevolazioni. Da tempo la Guardia di Finanza ha messo gli occhi su una platea di indigenti fasulli sempre più ampia. L’ ultimo caso riguarda 37 persone denunciate dalle fiamme gialle a Rionero per aver presentato false dichiarazioni utili per ottenere prestazioni sociali agevolate di vario genere. Le accuse nei loro confronti sono di falso o di indebita percezione di benefici concessi o erogati dallo Stato o da altri enti pubblici. Alla denuncia delle 37 persone si è giunti durante controlli della Guardia di Finanza sulle dichiarazioni Isee, l’ indicatore della situazione economica equivalente presentata dai richiedenti «erogazioni o agevolazioni». Cittadini che, pur non avendone alcun diritto, hanno usufruito di sconti su asili nido, mense scolastiche e libri di testo, servizi socio -sanitari a domicilio, agevolazioni su luce, gas, trasporti. Le indagini delle fiamme gialle hanno permesso di accertare omissioni di «parte dei redditi conseguiti o del patrimonio familiare». Gli enti che hanno erogato i benefici hanno ricevuto una segnalazione affinché il beneficio stesso sia revocato e siano recuperate le eventuali somme indebitamente percepite. Come dicevamo, non è un caso isolato. Da gennaio a oggi, infatti, complessivamente sono stati scoperti in Basilicata 210 «finti poveri» grazie all’ incrocio di dati delle numerose banche informatiche della Guardia di Finanza e dell’ Anagrafe tributaria con l’ utilizzo di appositi program mi di ricerca e analisi di rischio. Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori della finanza, in particolare, sono finite centinaia di pratiche per prestazioni so ciali agevolate. Sconti e contributi che i cittadini chiedono alle amministrazioni pubbliche per poter pagare gli esami medici, gli studi universitari, le rette scolastiche. Gli ispettori di polizia tributaria stanno battendo a tappeto anche i nominativi dei clienti dei tour operator (per le crociere o i villaggi all’ estero) incrociando le generalità con le dichiarazioni dei redditi. In caso di evidenti incongruenze scattano il controllo e la verifica. La questione dei «finti poveri» va ad incrociarsi con il fenomeno dell’ evasione fiscale. E ci sono alcuni profili professionali su cui associazioni dei consumatori, come il Codacons, invitano a vigilare. Si parte da un elemento: dai dati sui redditi emerge che estetiste, gioiellieri, baristi e tassisti risultano fra le categorie più povere. Gli istituti di bellezza – per esempio – dichiarano mediamente un reddito medio di 7.200 euro all’ anno, i bar 17.800 euro, i taxi 15.600 euro, i gioiellieri 17.300 euro. Guadagni ridotti, sempre se comparati a quelli dei lavoratori dipendenti, per alberghi (18.300 euro), autosaloni (10.100 euro), parrucchieri (13.200 euro).

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