15 Dicembre 2019

«A Bari meritiamo il trattamento Genova»

fontana (confindustria): «serve un piano di rilancio che sia di respiro ampio»
BARI Popolare di Bari come Carige. Per salvare la banca più importante del Mezzogiorno, il sindaco di Bari chiede, senza citarlo espressamente ma facendo riferimento «ad altre realtà del Paese», lo stesso provvedimento che il Governo ha adottato per la cassa di risparmio di Genova, prestito obbligazionario e nuova liquidità. «La prima cosa che il Governo deve fare e che ho chiesto nelle ultime ore, a esponenti di governo e di partito, è approvare in consigilo dei Ministri un provvedimento che metta in sicurezza la Popolare di Bari». Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, non nasconde la delicatezza del momento. Chiede la messa in sicurezza della Popolare altrimenti, avverte, «assisteremo ad uno sgretolamento, se non a un vero e proprio crollo, del tessuto economico della città e dell’ area metropolitana, oltre a mettere a rischio i risparmi di 77mila famiglie che sono sopratttuto baresi». E Bari e la regione non possono permetterselo: lo sgretolamento «non sarebbe solo economico, ma anche sociale e questo non può accadere.Per questo, insieme al sindaco di Teramo, per la parte che riguarda la vicenda Tercas, chiediamo la messa in sicurezza della banca ed il suo rilancio». Insieme al sindaco, a cascata, sono preoccupati anche imprenditori e sindacati. «Ci auguriamo – spiega Sergio Fontana, presidente di Confindustria Bari-Bat – che il piano di rilancio della Popolare abbia un respiro ampio, non diventi un tema di campagna elettorale, ma segua canoni economici, e che l’ autorità giudiziaria accerti responsabilità e ruoli per tutelare il rispetto delle regole». Anche i sindacati di categoria chiedono l’ intervento del Governo, che si difendano i livelli occupazionali e si faccia presto perchè si è perso troppo tempo: «Il commissariamento è arrivato troppo tardi – denuncia Pasquale Berloco,segretario regionale di First-Cisl – perché i ratios patrimoniali erano negativi già da un anno. Ora quindi occorre ricapitalizzare il patrimonio, immettere nuova liquidità come per Carige con obbligazioni garantite dal Governo e poi intervento del Fondo interbancario e partner industriale». Infine le reazioni delle associazioni dei consumatori (Adiconsum, Adusbef, Assoconsum, Codacons, Confconsumatori, Lega Consumatori, Unione Nazionale Consumatori), che in una nota fanno chiarezza sulla portata del commissariamento per evitare inutili allarmismi: l’ amministrazione straordinaria non è assolutamente il bail in. «È un fatto positivo, non è il diluvio – spiega Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia. Tutti devono rimanere calmi perchè, al contrario, i vecchi organi di amministrazione e controllo sono stati sostituiti dai commissari, tutti esperti e terzi che garantiscono la massima trasparenza e regolarità. Sono interlocutori affidabili per soci e risparmiatori e con loro vogliamo dialogare anche per dare indicazioni sul piano industriale». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
vincenzo rutigliano

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