27 Aprile 2006

A 4 anni schiacciato da cancello

A 4 anni schiacciato da cancello


Tragedia in un agriturismo: giocava con 2 compagni senza la sorveglianza di adulti




TERAMO Un bambino di quattro anni è morto dopo essere stato schiacciato da un pesante cancello scorrevole staccatosi dall`entrata di un agriturismo in provincia di Teramo. Il piccolo è rimasto vittima di un gioco pericoloso fatto assieme ad altri due bambini facendo scorrere avanti e indietro l`inferriata di circa sei quintali fino a provocarne lo scardinamento e la caduta. Per il Codacons però non si tratta di un`isolata fatalità: secondo il Coordinamento di varie associazioni di consumatori, in Italia esisterebbe un problema di sicurezza delle strutture agrituristiche e dei cancelli scorrevoli. Il bambino, Gabor Beltramba, avrebbe compiuto cinque anni fra un mese ma è morto per le gravi lesioni alla testa e al torace riportate nell`incidente avvenuto a Corropoli, all`ingresso dell`agriturismo «Il Grillo». Stando alla ricostruzione dei carabinieri, verso mezzanotte il piccolo stava giocando col cancello assieme ad un coetaneo e ad un bambino più grande senza che fosse presente alcun adulto. I tre hanno fatto scorrere più volte l`inferriata fino a provocarne l`uscita dal binario: la struttura è caduta verso la parte interna dell`ingresso travolgendo Gabor e subito gli altri due bambini sono corsi ad avvisare gli adulti che stavano mangiando. Il bimbo, il cui nome è ungherese come la madre Eva, è stato soccorso in tempi definiti rapidi anche se, soltanto per spostare il cancello che lo schiacciava, ci sono voluti quattro uomini. Gabor è portato nel vicino ospedale di Sant`Omero: vi è arrivato con con una frattura della base cranica e un grave trauma toracico morendo pochi minuti dopo il ricovero. L`agriturismo è stato posto sotto sequestro e la Procura della Repubblica di Teramo ha aperto un`inchiesta ritenendo inutile un`autopsia sul piccolo di Mosciano Sant`Angelo, figlio di un impiegato comunale. Per il Codacons «questo tipo di incidenti accadono di frequente» e «non se ne parla solo perché non sempre si hanno conseguenze fatali».



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