14 Aprile 2017

«A 18: la Procura adesso indaghi su responsabilità»

«A 18: la Procura adesso indaghi su responsabilità»

Il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Catania per chiedere di aprire una indagine sul sovrappasso dell’ autostrada A18 che va a ricadere sui territori di San Giovanni La Punta e San Gregorio. Il 26 febbraio scorso, sul ponte si è venuta a creare una evidente buca che va a compromette la sicurezza sia delle macchine che ci transitano, sia di chi si trova in marcia sull’ autostrada sottostante. Nei giorni scorsi il presidente del Consorzio Autostrade Siciliane, Rosario Faraci, aveva fatto sapere che “l’ Ufficio Tecnico al verificarsi del fatto, ha predisposto uno specifico intervento manutentivo da attuare quanto prima tenuto conto che, in atto, il Consorzio autostradale è mobilitato per una serie di qualificati lavori programmati per ammodernare l’ intera Messina-Catania. Tali lavori come è noto, riguarderanno inizialmente la tratta “Taormina-Catania” da svolgersi prima della data del G7 e, a seguire, la tratta “Taormina-Messina”. Gli interventi manutentivi del cavalcavia saranno inseriti in questa programmazione”. Nella giornata di ieri il Codacons ha chiesto di “avviare le dovute indagini sullo stato del cavalcavia e sulla sicurezza stradale, accertando i fatti come segnalati dai cittadini e apparsi sui mass media e le relative eventuali responsabilità”. “La situazione dell’ autostrada A18 – scrive il Codacons nell’ esposto, presentato tramite l’ avv. Giuseppina Chiara Reale – può rappresentare un serissimo rischio per l’ incolumità dei passanti sia del cavalcavia che della strada sottostante a causa della caduta dei calcinacci che si staccherebbero precipitando giù”. “La manutenzione delle strade e autostrade – continua l’ associazione – rappresenta un dovere, un compito e un potere degli Enti proprietari delle strade, così come previsto dallo stesso Codice della Strada all’ art. 14, il quale obbliga gli stessi Enti a garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione con la manutenzione e il controllo tecnico delle strade, delle loro pertinenze e di tutte le attrezzature”. “Lo Stato, le Regioni, i Comuni e le aziende concessionarie – conclude il Codacons – possono essere costretti a difendersi, in caso di incidente, anche mortale, dall’ accusa di omicidio colposo quando, appunto, si possa dimostrare che l’ incidente è avvenuto per difetti evidenti o carenze delle strade”.SIMONE RUSSO.
simone russo

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