13 Aprile 2017

A 18: il Codacons chiede nuova indagine sul cavalcavia di San Giovanni La Punta

A 18: il Codacons chiede nuova indagine sul cavalcavia di San Giovanni La Punta

Un esposto alla Procura della Repubblica di Catania chiedendo di aprire una indagine sull’Autostrada A18 Catania-Messina. Ad averlo presentato è l’associazione dei consumatori Codacons tramite l’avv. Giuseppina Chiara Reale

Nei giorni scorsi-scrive il Codacons- si ha avuto notizia secondo cui dal cavalcavia autostradale ubicato all’altezza di San Giovanni La Punta, sarebbero crollati dei calcinacci sulla strada sottostante.

Della vicenda se ne era occupato anche Sudpress anche noi con un ampio servizio della nostra Barbara Corbellini, a seguito di una denuncia della deputata regionale del Movimento 5 Stelle Angela Foti. Dal Cas ci era stato risposto un laconico “non sappiamo quando cominceranno i lavori, a causa della carenza di personale”.

Ieri il Cas è stato travolto da un’altra fase dell’inchiesta della Procura di Messina, con nuovi arresti e ben 57 indagati.

Insomma, una situazione paradossale per non dire tragica. E a nulla è valso l’imminente G7 con i fondi stanziati a favore della sistemazione di parte dell’importante arteria, i lavori ancora non sono cominciati, almeno nel cavalcavia, tanto da indurre anche il Codacons a chiedere di far luce sulla vicenda, “accertando i fatti segnalati da cittadini e mass media e le relative responsabilità”.

“A parere di chi scrive la situazione dell’autostrada A18 può rappresentare un serissimo rischio per  l’incolumità dei passanti, sia del cavalcavia che della strada sottostante stante la caduta dei calcinacci che si staccherebbero precipitando giù – scrive il Codacons nell’esposto – La manutenzione delle strade e autostrade rappresenta un dovere, un compito e un potere degli enti proprietari delle strade così come previsto dallo stesso Codice della Strada all’art. 14, il quale obbliga gli stessi enti a garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione con la manutenzione e il controllo tecnico delle strade, delle loro pertinenze e di tutte le attrezzature. Lo Stato, le Regioni, i Comuni e le aziende concessionarie, possono ricevere, in caso di incidente, anche, mortale, l’accusa di omicidio colposo, quando, appunto, si possa dimostrare che l’incidente mortale è avvenuto per difetti evidenti o carenze delle strade stesse o comunque, qualsiasi altro danno possa subire l’utente della strada”.

Il Codacons ha dunque chiesto alla Procura di Catania di avviare le dovute indagini sullo stato del cavalcavia e sulla sicurezza stradale, accertando i fatti come segnalati dai cittadini e  apparsi sui mass media e le relative eventuali responsabilità.

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