15 Ottobre 2007

Re Tartufo già è alle stelle

La siccità della prima metà dell`anno mette a rischio la raccoltaValutazione doppia per le pezzaturepiù grandi
Allarme Coldiretti: 3.000 euro al chilo causa mutamenti climatici
Re Tartufo già è alle stelle

Sant`Angelo in Vado: “Niente Ogm nei nostri campi“ Sant`Angelo in Vado – Il prezzo del tartufo ha raggiunto i tremila euro al chilo a causa dei cambiamenti climatici. La siccità registrata nella prima metà dell`anno più calda degli ultimi due secoli ne mette infatti a rischio la raccolta. E` l`allarme lanciato dalla Coldiretti, sulla base di quanto emerso alla 44/a Mostra nazionale del tartufo bianco pregiato aperta ieri a Sant`Angelo in Vado. Ed il valore di 3.000 euro al chilo, sottolinea l`associazione, è associato alle pezzature piccole, mentre quelle normali, da 20 grammi in su fino ad un etto, potrebbero raggiungere un costo anche doppio. Secondo esperti, tartufai e commercianti, il 2007 è dunque un`annata difficile per la raccolta del pregiato “tuber magnatum pico“, anche se si spera che la situazione possa migliorare verso la fine del mese quando ci sarà la prima vera “fioritura“. E sabato pomeriggio c`è stato, nel teatro Zuccari, l`interessante convegno sul transgenico. Sintetizzate in poche, ma significative parole, il risultato del convegno: “Che futuro avrebbe un appuntamento come la Mostra del Tartufo bianco pregiato se permettessimo di clonare il prezioso tubero? Firmiamo tutti perché i nostri prodotti tipici, vanto del Montefeltro e fonte di sviluppo economico di questo territorio, restino Liberi da Ogm“. E` il messaggio lanciato dal presidente della Col diretti regionale Giannalberto Luzi. L`appuntamento ha costituito l`occasione per presentare la consultazione elettorale promossa dalla coalizione Liberi da Ogm, per la quale è possibile votare negli spazi allestiti da Coldiretti e dalle altre associazioni (Legambiente, Slow Food, Codacons, Federconsumatori, Cna, Confartigianato, Coop Adriatica, Cia, Copagri) in una serie di manifestazioni in programma sul territorio. “Introdurre gli Ogm nei nostri campi significherebbe ha ribadito il presidente Luzi – la fine dell`agricoltura pesarese, che vanta una qualità testimoniata dalle tre dop, altrettante doc e una miriade di prodotti tradizionali, oltre a essere un centro importante del biologico. Sarebbe, infatti, impossibile garantire la tutela da contaminazione“. Claudio Gagliardini, segretario regionale della coalizione “Italia Europa Liberi da Ogm“ ha spiegato come esprimere il voto sulle schede elettorali. “La nostra battaglia non è un no alla ricerca, ma un sì per il futuro ha sottolineato -, ma ancor più importante è informare i cittadini, in modo da far crescere una sensibilità che è poi la migliore tutela dai rischi dell`omologazione“. Floro Bisello, responsabile regionale dell`associazione dei consumatori Adusbef, ha ricordato i successo riscosso dalle iniziative di informazione sul biologico. Il sindaco di Sant`Angelo in Vado, Settimio Bravi, ha invece parlato della Mostra nazionale del tartufo e del ruolo dei prodotti tipici nella crescita del territorio. Davide Sabbadin, del consiglio nazionale di Legambiente sull`agricoltura di qualità, ha portato alcuni esempi di utilizzo dannoso del transgenico nel mondo, mentre la professoressa Lenina Donini, preside dell`Ipssar “Celli“ di Piobbico, ha parlato dell`importanza di informare anche le nuove generazioni sui temi che toccano il futuro della società. G.S.,.

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