11 Ottobre 2007

Il Codacons scende in campo: “Ci sono troppe strisce blu“

Il Codacons scende in campo contro quello che definisce “l`abuso“ nell`utilizzo delle strisce blu per delimitare i parcheggi a pagamento e contro “l`aumento spropositato“ del numero delle cartelle esattoriali che negli ultimi giorni sono giunte ai contribuenti italiani. Nei prossimi giorni il Codacons intraprenderà una “class action all`italiana“, presenterà per via legale una diffida al Comune di Roma per chiedere la rimozione delle strisce blu nelle zone della città in cui la loro presenza non è giustificata da circostanziati motivi legati alla mobilità e la restituzione dei soldi delle multe ingiustamente versati. “C`è una sentenza della Cassazione che parla chiaro, dove non ci sono spazi sufficienti adibiti alla sosta libera, la presenza delle strisce blu è illegittima a meno che non sia stabilita da una precisa delibera comunale – sostiene Carlo Rienzi, presidente del Codacons. Con un esposto chiederemo la cancellazione delle strisce blu dove non sono giustificate e poi che i Comuni risarciscano coloro che sono stati ingiustamente multati in quelle aree dove le strisce blu non dovevano essere presenti. Noi non siamo contro le strisce blu e le multe – ha proseguito – ma contro il loro abuso. Come Codacons intraprenderemo a fare questa sorta di class action ma invitiamo anche i singoli cittadini a muoversi singolarmente per rivendicare il rimborso di multe che ritengono ingiuste“. L`azione del Codacons parte da Roma, anche in sostegno della protesta dei Comitati di quartiere della zona Ostiense, e sarà poi estesa ad altre città. Il piano di azione annunciato ieri mattina del Codacons non si ferma alle richiesta che il Comune di Roma cancelli le strisce blu ritenute illegittime. “Intendiamo chiedere al Comune gli atti che giustificano la presenza delle strisce per la sosta a pagamento in alcune zone – sostiene Carlo Rienzi, presidente del Codaconds – inoltre chiediamo che venga aperto un tavolo di consultazione per stabilire quali siano le aree da destinare alla sosta gratuita in ciascun municipio“. Per quanto riguarda invece le cartelle esattoriali, il Codacons ritiene che in tutta Italia nelle ultime settimane siano state consegnate circa 1 milione di cartelle per notificare multe non pagate, il 15% delle quali sono state fatte a Roma. Il Codacons chiedera` l`annullamento delle cartelle esattoriali relative a multe sanzionate prima del 1999, anno dal quale non sono più disponibili i documenti pe effettuare una eventuale contestazione da parte dei cittadini. E nella serata di ieri con una nota, il Campidoglio respinge al mittente le accuse del Codacons, rifacendosi soprattutto al Codice della Strada, che consente, come regolazione del traffico, la sosta tariffata:“In materia di sosta tariffata il Comune di Roma è perfettamente in regola con l`art 7, commi 8 e 9, del Codice della strada che indica le modalità di attuazione della sosta tariffata, intesa come strumento di regolazione del traffico“. Questa la nota dell`Amministrazione capitolina che puntualizza:. “Fin dalla data della prima istituzione delle strisce blu nella nostra città – si legge nel comunicato – la Giunta comunale ha provveduto alla definizione delle aree di rilevanza urbanistica per le quali, sempre l`art 7 del Codice della Strada, non contempla il vincolo di mantenere aree prive di tariffazione in corrispondenza di quelle a pagamento. Tali delibere di Giunta, aggiornate nel corso degli anni, fino alla n. 247/2007 dello scorso settembre riguardante il XIII Municipio, sono disponibili sul sito Internet www.comune.roma.it per consentire ogni verifica del caso. In generale comunque tutte le arre tariffate presenti in città ricadono all`interno dei perimetri individuati dalla Giunta come zone di rilevanza urbanistica e quindi non sono soggette al suddetto vincolo. La sentenza della Suprema Corte di Cassazione, richiamata da varie fonti in queste ore, fa riferimento infatti a una sanzione elevata nel Comune di Quartu Sant`Elena (in provincia di Cagliari) che secondo i giudici, in assenza di uno specifico atto di Giunta sulle zone di rilevanza urbanistica, aveva tariffato un`area della città senza osservare la prescrizione espressa nell`art. 7 del Codice della strada. Il caso è dunque diverso dalla situazione romana a cui non appare perciò applicabile la citata pronuncia della Corte di Cassazione“.

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