Processi in prescrizione: una vergogna per i cittadini che attendono giustizia
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fonte:
- Il Piccolo
COMMENTI “Se lo slittamento dei dibattimenti non dispiace troppo agli imputati, dal momento che all`orizzonte può anche profilarsi la prescrizione del reato controverso, diversamente può dirsi per le parti offese, le quali ovviamente reclamano giustizia. E diversamente può dirsi per gli avvocati, che da due anni non vedono pervenire alcuna entrata dai procedimenti finiti sul tavolo del giudice di pace“. Lo afferma l`avvocato Massimo Bergamasco, il quale non esita a definire le criticità emerse a Monfalcone, Gradisca e Gorizia, “una vergogna“, posto che “è lo Stato ad avanzare pretesa punitiva nei confronti dell`imputato. Procuratori e sostituti – esordisce – dichiarano di avere un carico di lavoro tale, in Tribunale, da non poter intervenire nei dibattimenti fissati davanti al giudice di pace. Secondo noi avvocati, però, questa è un`interpretazione discutibile. Infatti, noi avvocati, ancorché impegnati in dibattimenti in tribunale, ci presentiamo puntualmente anche in quelle sedi, perché quel penale non è affatto di serie B“. “L`assenza di pm – aggiunge il legale monfalconese – ha determinato, a seguito del decreto Pisanu, uno stallo che incide non poco sulla comunità locale. Infatti, i reati contemplati in tale sede non sono ritenuti per niente marginali, anzi hanno notevole impatto sui cittadini poiché attengono alla sfera del vivere sociale“. Un esempio? “Possono finire, davanti al giudice di pace – risponde l`avvocato Bergamasco – i reati di lesione fino a 20 giorni di prognosi, per cui si procede su querela di parte. Ma anche i reati di minaccia e ingiuria. Per certi versi possono essere definiti reati “bagatellari“ ma resta il fatto che colpiscono profondamente il cittadino perché lo mettono il relazione ai rapporti con gli altri e con il resto della comunità“. Un altro aspetto è quello economico. Ovviamente chi si rivolge al giudice di pace punta a ricevere una soddisfazione economica per il torto subito. Se però l`iter si protrae a lungo il rischio è che si debba infine aprire una causa civile, con tempi e costi ancor più gravosi per la parte lesa. La situazione è arrivata anche all`attenzione del Codacons: “Noi cerchiamo sempre di ricomporre le divergenze in via extragiudiziale – commenta l`organismo che opera in difesa dei consumatori – perché preferiamo sempre scegliere la strada della mediazione: il nostro obiettivo è arrivare a una transazione o a una conciliazione. Nel 5% dei casi, però, ciò non è possibile e allora si arriva in aula. In quei pochi casi, effettivamente, una soluzione non può arrivare, visto che il blocco dei dibattimenti si protrae ormai da anni“. L`ufficio del giudice di pace è ormai l`unico rimasto a Monfalcone dopo la chiusura della sede della Pretura che già a suo tempo, negli anni Novanta, aveva sollevato le proteste di avvocati e amministratori. Costringendo addetti ai lavori, imputati e parti lese a trasferirsi a Gorizia per procedimenti civili e penali e tutti gli altri adempimenti.
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