Mutui costosi? Cambiare banca ora è più facile
LOTTA AL CAROVITA. È già diventata realtà la possibilità prevista dal decreto Bersani per il trasferimento del debito ipotecario da un istituto di credito a un altro
Mutuo troppo caro? Cambiare banca costa solo seicento euro. Lo sostiene il Collegio notarile di Verona che, per primo in tutta Italia, propone costi fissi abbordabili sulle pratiche per la surroga e la rinegoziazione dei mutui delle abitazioni. Con l`aumentare dei tassi di interesse, molte famiglie si trovano in serie difficoltà a coprire la rata mensile sull`ipoteca accesa per l`acquisto della casa, quindi molti consumatori si guardano intorno per capire se e dove possono ottenere condizioni più vantaggiose. Un aiuto ai cittadini arriva anche dal decreto Bersani che ha rafforzato la possibilità, già prevista dall`articolo 1202 del Codice civile, della cosiddetta “surroga per volontà del debitore“, ovvero la opportunità del consumatore di trasferire il proprio debito da una banca ad un`altra che gli offre migliori condizioni. Il nuovo istituto di credito subentra nella garanzia ipotecaria già iscritta dal creditore originario con una semplice annotazione a margine dell`ipoteca. Molte pratiche burocratiche si semplificano quindi e anche l`impegno del notaio è di gran lunga inferiore rispetto alla cancellazione della vecchia ipoteca e all`iscrizione di una nuova. “Ma molti consumatori non conoscono la possibilità della portabilità e spesso accade che qualora la richiedano vengano scoraggiati dalle banche con giustificazioni non veritiere“, spiega Stefano Fanini, responsabile del Codacons, che annovera tra le principali scuse usate dalle banche proprio i costi notarili. Ed è qui che entra in campo il Collegio notarile di Verona che anche per tutelare l`immagine dei propri iscritti sceglie la strada della collaborazione con le associazioni dei consumatori e offre soluzioni concrete. Tra queste una tariffa fissa di 500 euro, Iva compresa, per la pratica di rinegoziazione del mutuo per chi intende modificare la durata o l`importo delle rate mantenendo la stessa banca, e 500 euro più Iva per la surroga di un mutuo di medie dimensioni. “Il notaio deve garantire alla banca la situazione ipotecaria dell`immobile assumendosene la responsabilità“, premette Gabriele Noto, presidente del Consiglio notarile di Verona. “Abbiamo predisposto un sistema di costi modulare facendo la nostra parte per venire incontro alle esigenze dei consumatori. Ora le banche facciano lo stesso non richiedendo pratiche inutili che allungano tempi e costi“. Per Noto, infatti, la surroga del mutuo è un “semplice contratto trilaterale con il quale si effettua il pagamento con cui la nuova banca subentra alla vecchia. Un`operazione che ha costi limitati“, spiega il presidente, “può succedere però che la banca richieda una nuova relazione legale che aggrava la pratica così pure come la richiesta di molte banche della stipula di due contratti bilaterali non necessari anziché uno trilaterale“. Il Collegio notarile offre quindi una sorta di “menù fisso“ sui costi per la rinegoziazione e la surroga del mutuo. Per fare un esempio, cambiare istituto di credito con un mutuo prima casa fino a 250mila euro costa 500 euro più Iva. E se si considera che la media dei mutui si attesta sui 150mila euro, si tratta di una offerta valida nell`ottanta per cento dei mutui stipulati. La palla passa dunque alle banche, impegnate a destreggiarsi in un ambiente che diviene, per forza di cose, più competivivo.
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