29 Settembre 2007

Prezzi e tariffe, l`autunno inizia male Aumento di gas (2,8% ) e luce (2,4% )

Prezzi e tariffe, l`autunno inizia male Aumento di gas (2,8% ) e luce (2,4% ).
Inflazione all`1,7% ma pasta, pane e frutta volano

I CONTIL`autunno nero degli italiani è iniziato. Lievitano i prezzi di pane e pasta, +7,3% e +4,5%. Aumento considerevole anche per la frutta, che schizza del 5,6%. Il latte va a +3,4%. A settembre, l`indice medio dell`inflazione sale dell`1,7% rispetto a un anno fa (ad agosto era all`1,6%, a questo punto l`inflazione acquisita per il 2007 si attesta all`1,7%), il che significa che – alimentari a parte – resta sostanzialmente sotto controllo. Ma intanto, dal primo ottobre, aumentano pure le tariffe di luce e gas, dopo dodici mesi di tregua. A conti fatti, ogni famiglia dovrà sborsare circa 36 euro in più all`anno. Questo l`impatto degli aumenti della luce e del gas – annunciati dall`Authority per l`energia – che scatteranno lunedì. Il rialzo del 2,4% delle tariffe elettriche si tradurrà in un aumento di 10 euro della spesa annua per la famiglia tipo (3 kw impegnati e 225 kwh di consumi mensili), mentre l`aumento del 2,8% del metano (1.400 metri cubi consumati in un anno) peserà per altri 26 euro. Per un impatto totale sui conti delle famiglie di – appunto – 36 euro l`anno in più rispetto ai costi attuali. A contare sulle bollette elettriche è soprattutto il caro-greggio. Ma anche le scelte di politica energetica che, a causa dell`eccessiva dipendenza dall`oro nero, vedono il paese pagare ogni anno bollette “più salate di circa 8 miliardi rispetto all`Ue“, come spiega Davide Tabarelli, esperto tariffario di Nomisma Energia, commentando le nuove bollette. Dell`aumento dei prezzi del petrolio, definito “tsunami“, parla anche il presidente dell`Authority per l`energia Alessandro Ortis, per sostenere che ha “sommerso, superato e nascosto l`effetto positivo riscontrato dalle liberalizzazioni“. Il greggio ha “fatto registrare un rialzo del 34% negli ultimi 9 mesi pur tenendo conto del favorevole andamento del cambio euro-dollaro“, dice Ortis ricordando che l`Italia “dipende per l`85% del suo fabbisogno energetico“ dagli idrocarburi. E torniamo ai dati Istat sull`inflazione. Si conferma il rincaro degli alimentari, in particolare di pane e pasta. Nella differenziazione tra i beni alimentari lavorati e non lavorati, l`Istat indica un maggiore rincaro per i lavorati, che registrano un +2,7% rispetto al +2% di agosto. Per i non lavorati l`aumento è del 3,2% rispetto al 3% del mese scorso. Per una sola voce si segnala un ribasso: le tariffe aeree sono diminuite del 9,6%. Gli aumenti tendenziali più significativi sono quelli dell`istruzione (+3%), dei prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,9%) e di mobili, articoli e servizi per la casa (+2,8%). Variazioni tendenziali negative per le comunicazioni (-8,8%) e per i servizi sanitari e in generale spese per la salute (-0,2%). Tutti dati, comunque, che le associazioni dei consumatori prendono a conferma degli allarmi lanciati nelle scorse settimane. Così scrivono in una nota Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, aggiungendo che “il governo non può certo stare a guardare e deve decretare al più presto l`emergenza prezzi“ per salvare le famiglie dalla bancarotta. Ed è proprio Federconsumatori ad annunciare che in Finanziaria saranno previste “innovazioni normative riguardanti verifiche e controlli contro intenti speculativi“, per contrastare gli aumenti dei prezzi al dettaglio. Con una considerazione in più: se, nonostante la tendenza dell`Istat a “sottostimare le variazioni al rialzo dei prezzi“, a settembre sono stati registrati aumenti pari al 7,3% per il pane, al 6,7% per il pollame, questo vuol dire – conclude la nota dei consumatori – che l`allarme lanciato nelle scorse settimane “è tutt`altro che infondato, come volevano far credere il ministro Bersani, i produttori e i commercianti, ma al contrario è una realtà di cui per la prima volta anche l`Istat si rende conto“.

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