29 Settembre 2007

La tregua è finita e, da lunedì, i prezzi di luce e gas aumenteranno

La tregua è finita e, da lunedì, i prezzi di luce e gas aumenteranno rispettivamente del 2,4 e del 2,8 per cento. E` peggio di quanto prevedessero i centri di ricerca (come Nomisma energia che aveva ipotizzato +1,6 e + 2,3 per cento). E segna un`inversione di tendenza: infatti è il primo giro di rincari deciso dall`Autorità per l`energia nel corso del 2007. Non è una buona notizia per le famiglie che già dovranno fare i conti con una serie di aumenti, dai libri di testo agli alimenti di base, come il pane e la pasta. In 12 mesi, se non ci saranno ulteriori variazioni, peserà sui clienti domestici per 36 euro (10 per la luce e 26 per il gas) secondo i calcoli dell`Authority. Le associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) parlano di “pesante stangata“ e alzano la cifra a 41 euro. Nonostante tutti gli sforzi, poco si è potuto fare per contrastare “lo tsunami dell`aumento dei prezzi del petrolio“ che “ha sommerso, superato e nascosto l`effetto positivo riscontrato dalle liberalizzazioni“, ha ammesso il presidente dell`Authority Alessandro Ortis, manifestando il suo rammarico per gli aumenti. Il greggio, ha proseguito, “ha fatto registrare un rialzo del 34% negli ultimi nove mesi pur tenendo conto del favorevole andamento del cambio euro-dollaro“. L`Italia, ha ricordato, dipende per l`85% del suo fabbisogno energetico dagli idrocarburi e produce il 60% dell`energia elettrica bruciando gas nelle centrali. Capitolare davanti al super greggio è stato quindi inevitabile e lo sarà ancora con le prime bollette del 2008. Anche ieri sia il Brent inglese che il Wti americano hanno aperto le contrattazioni in rialzo. L`Italia paga per questa dipendenza “bollette più salate di 8 miliardi rispetto alla media europea“, ha osservato Davide Tabarelli di Nomisma Energia. Il processo di liberalizzazione “è corretto e condivisibile ha aggiunto ma non basta: sono necessarie scelte coraggiose sul carbone e sulle infrastrutture energetiche“, rigassificatori in testa. Non a caso ieri la Confartigianato ha calcolato un extra-costo di 249 milioni l`anno a carico delle piccole imprese come conseguenza di questi aumenti dell`energia. Per attutirne l`impatto l`Autorità ha varato una nuova tariffa bi-oraria per i clienti che non hanno scelto il mercato liberlo dopo il 1° luglio e che hanno un contatore elettronico. Nella fascia “piena“ (dalle 7,30 alle 18,30, dal lunedì al venerdì) il kilowattora costerà 19,53 centesimi. Nella fascia scontata (dalle 18,30 alle 7,30 e nel week end) la tariffa scenderà a 14,07 centesimi. Per guadagnarci, bisognerà spostare oltre il 70% dei propri consumi nella fascia scontata serale e del fine settimana. Così “si riuscirebbe a contenere l`aumento di oggi ha spiegato il direttore consumatori dell`Authority fino ad azzerarlo“. Ma attenzione però: l`Autorità ha scelto orari più comodi per i clienti ma ha anche abolito il meccanismo di salvaguardia preesistente. Quindi, chi sbaglia i suoi calcoli rischia di pagare di più che con la tariffa mono-oraria di 15,91 centesimi.

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