29 Agosto 2007

In 20 anni pane alle stelle: +419%

In 20 anni pane alle stelle: +419%
Denuncia di Coldiretti: aumento ingiustificato, il prezzo del grano è calato

Negli ultimi venti anni il prezzo del pane è cresciuto del 419%, a fronte di una “continua diminuzione“ di quello del grano, oggi inferiore a quanto pagato ai produttori nel 1985. È quanto afferma Coldiretti, secondo cui sono “ingiustificati“ i rincari annunciati per l`autunno di pane, pasta, dolci e biscotti. Prezzi più alti, sostiene una nota, potrebbero avere “effetti negativi“ sui consumi, scesi (su base annua) nel primo trimestre 2007 del 5,4% per la pasta e del 8,8% per il pane (dati Ismea-Ac Nielsen). Secondo un`analisi di Coldiretti, per pane, pasta fresca e dolci “il prezzo dal campo al consumo si moltiplica rispettivamente di 12, 20 e 70“. Mentre il grano, spiega la nota, è pagato circa 22 centesimi il chilo, al consumo il costo della stessa quantità di pane oscilla tra i 2,7 e i 5 euro e oltre. I rincari, inoltre, “non trovano giustificazione neanche in una presunta mancanza del prodotto Made in Italy“: secondo dati Ismea, nel 2007 in Italia la produzione di frumento duro è stata di 4,13 milioni di tonnellate (+0,9% su base annua), mentre la produzione di grano tenero ha raggiunto i 3,23 milioni di tonnellate (+0,6%). “Il rischio – conclude Coldiretti – è che i rincari, oltre a incidere sui consumi, servano a coprire la volontà di aumentare le importazioni dall`estero“. L`andamento dei prezzi dei prodotti alimentari sta evidenziando aumenti anche del 27%. È quanto segnalano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori che chiedono a fronte di ciò al ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro la convocazione in tempi brevi del Tavolo Agroalimentare. “Il nostro Osservatorio – sottolineano in una nota le organizzazioni – continua a registrare e a confermare improponibili aumenti dei prezzi, soprattutto dei prodotti fondamentali a base dell`alimentazione, quali pane, pasta e latte. Per quanto ci riguarda noi riteniamo che le giustificazioni addotte, come quella dell`aumento del prezzo della materia prima a livello internazionale, siano inaccettabili. Per prima cosa perchè non si tiene conto della rivalutazione dell`euro sul dollaro quale moneta di acquisto dei prodotti di base e, per secondo, perchè l`incidenza della materia prima sulla determinazione del costo del prodotto trasformato e finito varia dal 10 al 30%: nell`intera filiera vi sono diversi costi, quali quello dell`energia, della manodopera, del trasporto, della commercializzazione e della pubblicità“.

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