28 Settembre 2007

L`espresso vola a quota 1 euro. Il caffè aumenta come il petrolio

L`espresso vola a quota 1 euro
Il caffè aumenta come il petrolio
Prezzo minimo 85 centesimi, la media è 90.
In crescita del 6 per cento

ADDIO AGLI 80 centesimi, il caffé ha spiccato il volo verso l`euro. Pochi i bar fiorentini che non hanno ritoccato il prezzo dell`espresso, salito a 0,85, e in alcuni casi a 0,90 e perfino a un euro. E se ormai non diamo più significato ai centesimi, un passaggio da 0,80 a 0,85 significa un aumento di oltre il 6%. Certo, restano ancora delle isole felici, come nella zona di Borgo San Frediano, o in alcune zone periferiche, ma la maggior parte degli esercizi fa pagare un caffé 85 centesimi, e ciò accade anche nei comuni limitrofi, come a Ginestra Fiorentina o nella zona industriale di Olmo a Scandicci. Nel centro storico, poi, ormai è piuttosto frequente pagare la tazzina 90 centesimi, tanto che, chi è rimasto agli 85, come lo storico caffé Donnini di piazza della Repubblica, manifesta l`intenzione di alzare il prezzo nel breve periodo. Ancora rari sono i locali in cui il caffé si paga un euro (ma ci sono già, Gilli, ad esempio). E se ci è difficile rinunciare al piacere di una brioche, la colazione al bar inizia a costare cara. Per un pezzo dolce, infatti, si pagano 80 centesimi (al caffé Sant`Onofrio), o sempre più spesso 90 (in piazza Oberdan) o un euro (al bar Gambrinus). Ma quanti sono i fiorentini che consumano almeno un caffé al bar? Secondo le associazioni dei consumatori, sono oltre 91mila, circa il 25% della popolazione. Ma questa piacevole abitudine – ripetono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – si paga salata, cioè almeno il 262% in più del costo del caffé per il gestore, pari a 22 centesimi. Che, sempre secondo le stime delle associazioni dei consumatori, sono così suddivise: caffé 8 centesimi, zucchero e acqua un centesimo, energia elettrica un centesimo, manodopera 12 centesimi. A Firenze, stando a questi calcoli, i consumatori pagherebbero almeno 57.330 euro di ricarico al giorno sulla tazzina di caffé, quasi 21 milioni di euro in un anno. Ma gli esercenti non ci stanno, e replicano sciorinando altrettante cifre: nel migliore dei casi 10-15.000 euro di affitto il mese, 14.000 euro per la macchina da caffé, 20-25 euro il chilo per il caffé, e poi stipendi dei dipendenti, energia, tasse. “BASTA con questo allarmismo sui rincari“, spiega il presidente provinciale di Fiepet-Confesercenti Uliano Ragionieri. “Per capire quanto e se sono aumentati i prezzi, si deve fare il calcolo a fine anno e rispetto a quello precedente. Fino ad oggi, infatti, a Firenze, nonostante ci sia una pressione turistica che evidentemente tiene alti i prezzi, si sono avuti aumenti in linea con l`inflazione“. E poi, vale sempre la regola che, se si vuole risparmiare, il caffé si può prendere a casa propria.

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