“Rincari ingiustificati“, il governo promette di vigilare
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fonte:
- La Provincia di Como
Pronti i controlli contro le speculazioni: smentita l`esigenza dei commercianti di aumentare i prezzi, anche quelli dei libri
Ma a giugno i consumi frenano ancora e si attestano su un misero +0,7% – I sindacati: “Gli italiani non hanno più soldi“
Nessuna giustificazione ai rincari: il governo scende in campo contro gli aumenti generalizzati dei prezzi e annuncia la linea del contrasto alle speculazioni, attraverso un`attenta vigilanza. Difendere consumatori e potere d`acquisto, da un lato, e allargare il fronte della trasparenza dei mercati e della concorrenza, dall`altro, sono i due punti su cui l`esecutivo intende continuare a lavorare. Ma arrivano nuove notizie di rincari. “Rincari ingiustificati“ – Da Napoli i panificatori hanno preannunciato un aumento del pane che porterà il prezzo a 2 euro al chilo, contro gli attuali 1,6-1,8 euro. “Vengono a cadere ipotetiche giustificazioni a rincari che non devono a maggior ragione essere a carico del consumatore finale“, anche per quanto riguarda i testi scolastici, ha affermato Palazzo Chigi al termine della riunione interministeriale convocata proprio per affrontare la questione del rialzo dei prezzi e monitorare la situazione, a cui hanno partecipato il premier Romano Prodi, i ministri dell`Economia Tommaso Padoa-Schioppa, dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani, dell`Agricoltura Paolo de Castro e dell`Attuazione del programma Giulio Santagata ed il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta. I controlli – Via libera, quindi, all`azione di controllo: autorità centrali e locali, ha detto il governo, si attiveranno “per sorvegliare affinché non si determinino abusi e perché vi sia trasparenza dei mercati e della concorrenza“. “Contrastare possibili speculazioni a danno dei consumatori“ è la linea governativa, ha aggiunto Bersani, sottolineando inoltre l`intenzione dell`esecutivo di “seguire con grande cura l`andamento dei prezzi“ e richiamandosi al “senso di responsabilità di tutti gli attori economici“. Questo, ha proseguito il ministro dello Sviluppo economico, perché “l`obiettivo comune che risponde all`interesse generale“ del Paese è “mantenere la dinamica dell`inflazione in linea con la media europea“. Obiettivo che va perseguito portando avanti i processi di riforma e di liberalizzazione: in tal senso, “siamo tutti impegnati“, ha affermato Bersani, perché la cosiddetta “terza lenzuolata“, ora all`esame del Senato, “vada in porto rapidamente“. Commercianti e consumatori – Proprio i consumatori, dai quali è partito l`allarme sulle ultime “stangate“ per le famiglie italiane, non demordono. Sul fronte opposto la Confcommercio che, invece, parla di “allarme mediatico strumentale“, che viene “smentito“ dai dati sulla variazione dell`indice generale dei prezzi al consumo che, afferma l`Ufficio studi, “non lascia spazio a dubbi: l`inflazione complessiva è abbondantemente al di sotto del 2% e quella sui prodotti alimentari e le bevande poco sopra il 2%“. “Sciopero della spesa“ – “Cambiano i governi ma la musica non cambia per i consumatori, sempre più vessati e tartassati“, affermano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, che confermano lo sciopero della spesa già indetto per il prossimo 13 settembre. La realtà quotidiana di milioni di famiglie è “dura“, aggiungono, considerando la “raffica di rincari già registrati in tutti i settori produttivi, dai trasporti alla tazzina di caffè sino ai libri scolastici“. A sottolineare “l`ampia forbice tra i prezzi alla produzione agricola e al consumo in Italia, con i prezzi che aumentano in media di cinque volte dal campo alla tavola“ è la Coldiretti. Consumi in calo – Intanto si registrano acquisti al rallentatore per gli italiani a giugno: le vendite al dettaglio – secondo i dati diffusi oggi dall`Istat – hanno segnato un aumento tendenziale di appena lo 0,7%, inferiore al tasso di inflazione complessivo del mese (1,7%). Di fatto quindi i consumi, soprattutto dei beni non alimentari, si sono contratti in termini quantitativi rispetto allo stesso mese dell`anno scorso. Un dato questo guardato con preoccupazione dai sindacati che segnalano come esista un “problema reddito“ a fronte di affitti e mutui in crescita e di prezzi e tariffe che aumentano. A giugno quindi le vendite al dettaglio hanno registrato un aumento per gli alimentari dell`1,2% (a fronte del 2,5% di inflazione per il comparto) e dello 0,2% per i prodotti non alimentari. Caccia agli sconti – La scelta dell`acquisto nei negozi più convenienti alla ricerca dell`offerta migliore da parte dei consumatori italiani è testimoniata dall`andamento delle vendite della grande distribuzione (+1,5%) che crescono a differenza di quelle dei piccoli negozi (la variazione è nulla). I consumatori si rivolgono sempre di più agli hard discount (+2,4% le vendite a giugno rispetto allo stesso mese dell`anno prima e +3% nei primi sei mesi dell`anno rispetto allo stesso periodo del 2006) mentre lo shopping negli ipermercati (+1,9% nel complesso) ha privilegiato il settore non alimentare (+3,5% a fronte di un rallentamento dello 0,1% nel settore alimentare). Rallentano anche le vendite dei grandi magazzini (-0,6%) mentre i supermercati segnano un +1,4%. I prodotti – I consumi frenano soprattutto nei beni di lusso come gioielli e orologi (-1,9% le vendite nel settore “altri prodotti“) ma anche nei prodotti farmaceutici (-1,7%), probabilmente anche grazie all`avvio della liberalizzazione nella vendita, e nei mobili e arredamento (-0,2%). Vanno meglio della media dei prodotti non alimentari invece l`abbigliamento (+1,9%), la foto ottica (+0,9%) e i casalinghi (+0,8%) ma anche la cartoleria, i libri e i giornali (+2%). L`andamento delle vendite non è uniforme sul territorio con il Nord in leggero avanzamento (+1,3%), il Centro che segnala un +0,5% e il Mezzogiorno che arretra con un -0,7% tendenziale.
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