31 Agosto 2007

“Allarmi ingiustificati, ma vigileremo“

“Allarmi ingiustificati, ma vigileremo“
Caro-prezzi. Il governo prova a rassicurare: “Le autorità sorveglieranno“.
La Cia: “Danneggiati anche gli agricoltori“

Non c`è da preoccuparsi per il caro-prezzi dei prodotti alimentari: non porteranno inflazione. Il governo tranquillizza così sul rischio rincari, al termine della riunione del tavolo a Palazzo Chigi tra Prodi e i ministri Padoa Schioppa, Bersani, De Castro e Santagata. “Non vi è alcuna giustificazione per gli allarmismi registrati in questi giorni sugli aumenti generalizzati dei prezzi – spiega il governo in un comunicato -. Gli aumenti di alcune specifiche materie prime, infatti, non possono influire in maniera significativa sui prezzi finali al consumo“. Anzi, per alcuni prodotti “vi sono sostanziali diminuzioni dei prezzi all`ingrosso che non si sono ancora tradotte in calo dei prezzi al consumo“. L`esecutivo rassicura: “Le autorità centrali e locali si attiveranno per sorvegliare affinché non si determinino abusi e perché vi sia trasparenza dei mercati e della concorrenza“. Una lettura della situazione rassicurante, e che non convince le associazioni dei consumatori. “Allarme infondato? Ma in quale pianeta vive il governo“, dicono all`unisono le associazioni dei consumatori riunite (che comprendono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), che hanno già indetto lo sciopero della spesa per il prossimo 13 settembre. Le associazioni sono sul piede di guerra, e dichiarano di attendere “impazienti che il governo indichi dove siano le diminuzioni registrate, probabilmente frutto di illusioni ottiche o di comunicazioni forse erronee“. Ma i consumatori possono stare tranquilli, rassicura il ministro Bersani, perché “il governo ha intenzione di seguire con grande cura l`andamento dei prezzi e di contrastare possibili speculazioni a danno dei consumatori“. La Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) ricorda che “sono più di cinque anni che evidenziamo rincari ingiustificati lungo il tragitto “campo-tavola“: ora è arrivato il momento, non più rinviabile, di capire come funziona il meccanismo di formazione del prezzo al dettaglio dei prodotti agroalimentari“. La Cia è allarmata perché “sia gli allarmismi che i rincari portano ad una ulteriore contrazione dei consumi, con danni a ricaduta immediata anche sui redditi degli agricoltori“. E ricorda come la produzione di un litro di latte alla stalla è in media tra i 24 e i 27 centesimi, e viene venduto a soli 33 centesimi: un margine di ricavo basso, e non solo sul latte, ma sulla stragrande maggioranza delle produzioni. “Le annunciate azioni di monitoraggio e vigilanza – scrive la Cia – dimostreranno che agricoltori e consumatori sono penalizzati nella stessa misura“. La Coldiretti (l`associazione dei coltivatori diretti) denuncia “l`ampia forbice tra i prezzi alla produzione agricola e al consumo in Italia, con i prezzi che aumentano in media di 5 volte dal campo alla tavola“. Confesercenti chiede che l`azione di controllo non si rivolga solo al commercio, ma risalga piuttosto la filiera, fino alla produzione: sono frequenti, segnala l`associazione, aumenti dei listini “da parte anche di importanti catene industriali“, mentre “i commercianti al dettaglio, come sempre, fanno la loro parte per contenere i prezzi“. Federalimentare condivide la linea del governo, ma – dichiara il presidente Giandomenico Auricchio – “sottolinea ancora le sue preoccupazioni per l`aumento dei costi internazionali di alcune materie prime (cereali, latte e derivati, zucchero, uova, carne) che incidono sui costi di produzione di alcuni prodotti fino al 70 per cento“. Calderoli (Lega) provoca: “Al posto che stare chiusi e rintanati dentro Palazzo Chigi o dentro ai loro ministeri, i signori Prodi, Padoa-Schioppa, Bersani, De Castro, Santagata e via dicendo provino ad andare a fare la spesa e vedranno se è giustificato o no l`allarme sui prezzi. E provino a fare la spesa anche tra una decina di giorni, e vedranno che i prezzi probabilmente saranno saliti ancora“.

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