Rincari almeno del 3,5%
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fonte:
- Il Piccolo
Previti: “Non si possono conteggiare pure gli sconti continui dei prodotti hi-tech“ L`Adoc chiede una revisione del paniere: “I rincari sono stati almeno del 3,5%“ “Mi forniscano l`elenco dei negozi dove i prezzi sono cresciuti soltanto dell`1,9% nell`ultimo anno. Mi fiondo di corsa e fornisco la lista anche a tutti i miei conoscenti. La realtà, purtroppo, è diversa e le famiglie isontine lo sanno perché, giornalmente, sono alle prese con una serie di rincari notevoli“. Il responsabile dell`Associazione per la difesa e l`orientamento dei consumatori (Adoc), Ugo Previti non si fida delle statistiche dell`Istituto nazionale di statistiche. Più volte è intervenuto chiedendo la revisione del paniere, in linea con quanto sostiene lo stesso sodalizio a livello nazionale. “La percentuale realistica, secondo il mio parere, va dal 3 al 3,5%. I prezzi sono talmente aumentati negli ultimi tempi che la gente sta moderando le quantità e ha iniziato a tagliare le spese per l`abbigliamento e per i beni più voluttuari“. Aggiunge Previti: “Il paniere dell`Istat è lontano mille miglia dalla realtà. Perché non vengono inserite fra le voci le bollette della raccolta-rifiuti? Già queste farebbero alzare la percentuale di inflazione che, di sicuro, non è dell`1,9%. Confermo – aggiunge – che il dato è ben diverso per le famiglie povere, più alto di 2,5 punti percentuali rispetto alla media. Anche le famiglie dal reddito medio-basso e medio ormai non rientrano più nella fotografia che l`Istat fa della nostra città“. Secondo Previti, “va rivista la composizione delle voci che compongono il paniere. Non possono mettere nel calderone i prodotti hi-tech che contribuiscono ad abbassare notevolmente il tasso di inflazione. Prendiamo i cellulari o i televisori. Una volta, costavano il triplo: oggi, il loro prezzo scende di mese in mese. Ma non i telefonini non si mangiano“. Il recente sciopero della spesa e della pasta, con adesioni importanti rimbalzate sui mezzi di informazione di tutto il mondo, almeno “è servito a far riconoscere quegli aumenti e quei rincari che prima non solo venivano negati, ma che addirittura erano addebitati all`allarmismo dei consumatori che avevano l`unica colpa di registrarli e di segnalarli facendoli uscire da quel regime di omertà, terreno fertile per la speculazione, non solo da filiera. Ora il Governo – affermano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – deve riportare i prezzi alla normalità, lavorando per ottenere una riduzione di almeno il 5% e disincentivare qualsiasi ulteriore rialzo. Ai consumatori poco importa di chi siano le responsabilità degli aumenti, quello che per loro davvero conta è che ci sia una seria politica dei redditi a salvaguardia delle famiglie“. fra. fa.
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