1 Settembre 2007

Manovra, proposto un fondo per la prima casa

Inflazione fredda ma volano gli alimentari

La prima casa è un diritto di tutti e le banche non potranno pignorarla. E` questa la battaglia che ha intrapreso l`onorevole dell`Udeur Federica Rossi Gasparrini. Ma sulla proposta di costituire, nella Finanziaria 2008, un fondo di almeno 10 milioni di euro per i mutui sulla prima casa, il vice ministro dell`Economia Vincenzo Visco frena: “Niente è ancora deciso, ognuno ha le sue aspirazioni, ma come ha detto Prodi le decisioni verranno prese collegialmente“. In una nota il Tesoro smentisce poi di aver dato alcun assenso o di avere preso impegni sul fondo. “Visco ci ha assicurato che la copertura finanziaria per questo provvedimento c`è – aveva dichiarato l`onorevole e presidente del Consiglio nazionale dell`Udeur – forse ci sarà un ritocco al rialzo (rispetto ai 10 milioni previsti inizialmente), dal momento che i calcoli sono stati fatti a maggio, quando il problema della difficoltà di molti italiani a pagare le rate del mutuo non era esplosa nelle dimensioni attuali“. Secondo la Gasparrini, si potrà chiedere di spostare le rate fino a 24 mesi, mentre le spese bancarie e notarili di questa operazione verrebbero completamente coperti dal fondo. L`onorevole precisa anche di aver avuto tre incontri con Visco e di aver già parlato con i vertici dell`Abi (Associazione bancaria italiana), disponibili, pare, a dimezzare i costi del differimento del pagamento dei ratei. Naturalmente, le norme in questione valgono solo per la prima casa e non per le abitazioni di lusso. “Non costituiamo carrozzoni con i soldi della comunità“, è il commento scettico del presidente del Codacons, Carlo Rienzi, alla proposta della Gasparrini. “I problemi dei cittadini – continua Rienzi _ non si risolvono con un fondo, ma impedendo l`indebitamento, il credito al consumo. E soprattutto bisogna abbassare i prezzi delle case, che non si spiega perché siano lievitati così tanto, e i tassi dei mutui“. Ma la Gasparrini non è d`accordo e al Codacons replica: “Sono coinvolta anch`io nelle associazioni dei consumatori. E quello proposto mi sembra un percorso un po` lungo“. Lungo come la Finanziaria che ancora non c`è, ma Prodi, Padoa-Schioppa, Bersani e Santagata ne discutono. Devono farlo perché dai ministeri già si frena contro eventuali tagli, perché dopo la questione tasse se ne affaccia un`altra di impatto altrettanto forte: prezzi. E prezzi che toccano direttamente la gente, i prezzi alimentari con due rincari su tutti, anche questi pesanti: pane e latte. Aumento dei prezzi che chiama in causa le strategie della Finanziaria. “Le risorse recuperate dall`evasione – spiega Dario Franceschini, capogruppo alla Camera per l`Ulivo – andranno a ridurre la pressione fiscale sulle categorie più svantaggiate“. E Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale, torna a chiedere misure a sostegno di chi è in affitto. Il calendario si arricchisce di una convocazione, la settimana prossima, per i capigruppo dell`Unione e i segretari dei partiti della maggioranza. Fronte prezzi. L`Istat rende note le anticipazioni per l`inflazione di agosto. Su base annua siamo all`1,6%, su base mensile al +0,2%. Ma sugli alimentari l`aumento annuale è molto più forte: 2,4%. Un incremento superato solo dai mobili e gli articoli per la casa (+2,6%), e da alberghi e ristoranti che, come si sa, in agosto tartassano (+3,1%). Sull`aumento dei prezzi dei prodotti alimentari interviene anche l`Unione europea ed è per dire che hanno ragione le associazioni consumatori di Francia, Germania, Olanda e Italia: ci sono aumenti inspiegabili, non giustificati. E proprio lì dove gli aumenti fanno più male, latte e pane. “Gli aumenti dei prezzi per il latte nei supermercati di alcuni stati membri – dice la commissaria all`agricoltura, Mariann Fisher Boel – non sono giustificati dalla situazione legata all`approvigionamento del prodotto sul mercato europeo. Per i cereali c`è stata una minor offerta sul mercato, ma considerando che il contributo della materia prima sul prezzo finale è relativamente piccolo spero che i supermercati e i negozianti si comporteranno in maniera responsabile. Poi arriva anche la cifra esatta del peso del grano nel prezzo del pane: 5%, ovvero cinque centesimi per ogni euro.

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