Inflazione, agosto freddo ma il pane lievita del 4\%
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fonte:
- Il Gazzettino
I listini lo scorso mese sono cresciuti in media solo dell`1,6\%, grazie soprattutto alle diminuzioni dei costi dei trasporti e dei carburanti
La Ue scende in campo contro i rincari di latte e cereali a livello europeo: “Sono ingiustificati“. Prezzi: Udine batte Venezia
RomaÈ stato soprattutto il comparto energetico a raffreddare i prezzi e l`inflazione nel mese di agosto, stabile al + 1,6\% contro il + 1,8\% dei Paesi della zona dell`euro. L`energia ha dato infatti un contributo al contenimento degli indici sia a livello congiunturale (con un -0,5\%), che a livello tendenziale (con un -2,1\%). Ad accelerare questo mese sono stati invece gli alimentari, col pane che ha segnato un + 4\% a confermare la tendenza a crescere più dell`inflazione media. In base alle stime provvisorie italiane l`Istat ha infatti rilevato per i prodotti alimentari un incremento dello 0,2\% rispetto a luglio e del 2,4\% rispetto ad agosto 2006. In particolare su base annuale l`aumento per i prodotti lavorati è stato del 2\% e per i non lavorati del 3\%. Spiccano soprattutto gli incrementi del comparto dei cereali, che registra tensioni crescenti anche sui prezzi alla produzione. In particolare il pane ha visto un aumento tendenziale del 4\% e uno congiunturale dello 0,7\%.E Bruxelles scende in capo sul rincaro di alcuni prodotti alimentari, in particolare pane e latte, denunciati nelle ultime settimane dalle associazioni dei consumatori in alcuni Paesi europei: dalla Germania all`Olanda, dalla Francia all`Italia. Per la commissaria all`agricoltura Mariann Fischer Boel “gli aumenti dei prezzi per il latte nei supermercati in alcuni stati membri non sono giustificati dalla situazione legata all`approvvigionamento del prodotto sul mercato europeo“. Quanto al prezzo del pane precisa: “C`è stata una minor offerta di cereali sul mercato, ma considerando che il contributo della materia prima sul prezzo finale è relativamente piccolo, spero – dice – che i supermercati e i negozianti si comporteranno in modo responsabile“. Nella produzione di pane, ricorda all`Ansa il suo portavoce, Michael Mann, il costo della cereali è di circa il 5\%, ossia cinque centesimi per ogni euro. La commissaria europea “condivide“ però la preoccupazione degli allevatori che nel mondo saranno confrontati, a breve o a medio termine, a prezzi più elevati dei mangimi. “Respinge“ invece l`idea che l`aumento dei prezzi dei cereali sia legato all`interesse recente nei confronti dei biocarburanti: “Questo non è vero“.Ad aumentare su base mensile sono stati anche i settori più legati alle vacanze: Il capitolo ricreazione, spettacoli e cultura ha registrato un incremento su luglio dello 0,7\%, mentre i servizi ricettivi e di ristorazione dello 0,3\%. Quest`ultimo capitolo ha anche registrato l`aumento più significativo a livello annuale (+3,1\%). In particolare i soli servizi ricettivi, cioè gli alberghi e gli alloggi in generale, sono cresciuti del 4,3\%. Buone notizie attivano invece dalle tariffe aeree diminuite del 3,1\% rispetto allo scorso anno. L`Istat segnala infine l`effetto deflattivo del prezzo dei medicinali, in calo già da qualche tempo: rispetto a luglio la diminuzione dello 0,2\% e rispetto ad agosto 2006 del 4,6\%.Nel mese di agosto i prezzi al consumo non sono aumentati a Udine. Lo ha reso noto l`ufficio statistico del comune precisando che la variazione rispetto allo stesso mese del 2006 è stata invece dell`1,5\%. Leggera crescita invece per Venezia (+ 0,1\% su luglio) ma sempre sotto la media italiana a livello annuale: + 1,2\%.Soddisfatta la Confcommercio: “L`inflazione italiana è ampiamente sotto controllo e allineata ai valori europei. Sul versante dei prodotti alimentari il quadro è caratterizzato da un`evoluzione congiunturale sostanzialmente contenuta (+0,2\%) che ha lasciato inalterata la variazione tendenziale (+2,4\%)“.Altro che inflazione stabile. I prezzi degli alimentari, quelli che pesano di più sulla spesa degli italiani, sono cresciuti, secondo le associazioni dei consumatori, molto al di sopra di quanto rilevato dall`Istat, con aumenti che si aggirano intorno al 20\% e che superano quindi significativamente il +4\% registrato dall`Istituto di statistica come picco per il pane. Per questo, nonostante le rassicurazioni del governo arrivate proprio ieri, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori chiedono un incontro direttamente al presidente del consiglio Romano Prodi, per verificare in un tavolo di confronto gli aumenti denunciati. Secondo le associazioni, sono state le stesse aziende della grande distribuzione (“non le allarmistiche associazioni dei consumatori né i cittadini piagnoni“) a dichiarare apertamente i rincari scattati ad agosto: +20\% per la semola, +10-20\% per la pasta, +20-30\% per le farine, +20\% per il burro, +10-20\% per il latte e i derivati, +5\% per lo yogurt. Per non parlare del pane.
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