Lo sciopero non blocca i rincari
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fonte:
- L`Unione Sarda
Lo sciopero non blocca i rincari
Nell`isola protesta flop.
Caffè: un euro a tazzina
Nell`isola protesta flop. Caffè: un euro a tazzina Pochi in Sardegna hanno rinunciato a mettere gli spaghetti nel carrello. Ma sulle ragioni della protesta è un coro di consensi: spesa alle stelle. Il simbolo della ribellione al carovita ha assunto la forma degli spaghetti e dei fusilli. Ma ieri, nel giorno dello sciopero della pastasciutta organizzato da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, la contestazione delle associazioni dei consumatori non si è fermata al primo piatto. È arrivata fino al caffè. Sta per partire, infatti, la corsa all`euro-arrotondamento dell`espresso. E il Telefono blu consumatori ha indetto, sempre ieri, la protesta della tazzina, che a Cagliari ha raggiunto una percentuale di astensione del 6%, in base alle prime stime approssimative. LA TAZZINA “Il costo del caffè è aumentato del 5%“, conferma Ettore Piras, gestore di un bar nel largo Carlo Felice a Cagliari. “Abbiamo già acquistato i primi rifornimenti della miscela arabica con i rincari. Ce lo avevano preannunciato circa tre settimane fa e così è stato“. Gli 80 centesimi potrebbero diventare un ricordo, quindi, per lasciare spazio alla cifra tonda di un euro. “Per il momento dovremmo mantenere invariato il prezzo del caffè al bancone: sempre 0,80 euro“. Per il momento, appunto. Perché la stangata è dietro l`angolo. Non è incoraggiante neppure l`andamento della media del costo del caffè tostato rilevato dal Servizio di Statistica del Comune di Cagliari: da 9,99 euro al chilo a 10,86. Impennata anche dei prezzi del cornetto alla crema e di tutte le paste. Conseguenza dei rincari su uova e farina per un circolo vizioso che non risparmia nulla. Secondo i dati Istat il prezzo del pane è aumentato del 4,2 % negli ultimi dodici mesi mentre quello della pasta del 3%. Ancora più critico il quadro dell`ortofrutta, che arriva a superare il 6%. LA PROTESTA “Troppi interessi, troppa speculazione legata ad alcuni passaggi spesso inutili che causano solo rialzi“, condanna Giuseppe Lendini, presidente regionale di Federconsumatori. “Per questo è necessario rendere più visibile e trasparente l`intera catena logistica“. FLOP NELL`ISOLA In ogni caso, a sentire i sardi, la strada per la soluzione al fenomeno non deve partire dallo sciopero della spesa. Snobbata dalla stragrande maggioranza dei consumatori, nell`isola l`iniziativa di protesta non ha condizionato l`acquisto della pastasciutta. “So che oggi c`è lo sciopero“, dice Paola Matta davanti agli scaffali dell`Auchan di Pirri, “ma alcuni prodotti sono in offerta, acquisto quelli e sinceramente non penso alla protesta“. Stessa scelta per Rita Orrù: “Il problema non si risolve in questa maniera, rinunciando per un giorno alle lasagne“. La ragione del flop dello sciopero starebbe anche nei tempi di allestimento della campagna. “Per ora abbiamo provveduto a inviare una lettera ai nostri associati“, dice Giuliano Frau, presidente regionale dell`Adoc. “In ogni caso abbiamo in programma diverse iniziative“. Altrove il movimento di protesta ha comunque raccolto numerose adesioni: in piazza Montecitorio è stata organizzata una distribuzione gratuita di pasta, pane e latte.
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