14 Settembre 2007

Immagini dello sciopero della spesa, in particolare di pasta e pane

ROMA – Immagini dello sciopero della spesa, in particolare di pasta e pane, in un esterno. Piazza Montecitorio, ore 10.30 di ieri, ci sono i banchetti che le associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno allestito per esporre pane, pasta e latte da distribuire gratuitamente ai cittadini, presi letteralmente d`assalto. Stesse scene in piazza Verdi, nel quartiere benestante dei Parioli, sotto la sede dell`Antitrust. Abbiamo visto persone che sono arrivate con i carrelli della spesa da riempire. “Io speravo che di trovare anche il caffè, pure quello rincarato“ confida la signora Anna Crupi, 62 anni, pensionata. Tutto questo, al di là dell`ovvia mobilitazione di quanti si precipitano ad “acquistare“ prodotti offerti gratuitamente, è un evidente segno di disagio da parte di larghi strati della popolazione. La dignità non è facilmente barattabile con un pacco di spaghetti o di rigatoni. Se ciò accade significa che le difficoltà sono enormi e la misura è colma. La protesta indetta dalle quattro associazioni, con l`adesione anche di Coldiretti e Confederazione italiana agricoltori (Cia), contemporaneamente in oltre cento piazze italiane, ha visto una massiccia adesione da parte dei cittadini, ma anche di molte televisioni straniere. “Da noi, scene simili non se ne vedono“ dice un giornalista spagnolo. “E` sembrato quasi di rivivere l`assalto ai forni – afferma con una punta di amarezza Carlo Rienzi, presidente del Codacons -. Un segnale che dice molto sulla crisi economica degli italiani. Comunque un altro momento di democrazia partecipata“, ha sottolineato Rienzi, chiedendo “come fa il governo a non tenerlo in considerazione“. Il leader del Codacons insiste nel chiedere all`esecutivo di fare “decreti che stabiliscano quando il prezzo è anomalo“ e alla grande distribuzione di rendere noti i listini alimentari da giugno a settembre. Parla di giornata straordinaria il presidente dell`Adusbef Elio Lannutti. “La situazione delle famiglie non è più sostenibile – osserva Lannutti – e questo governo deve intervenire con i fatti, sorvegliando, ma anche prevedendo forme di risarcimento sociale già dalla prossima finanziaria“. “Ora chiediamo il ribasso immediato del 5% sui prezzi dei prodotti alimentari“, taglia corto Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori. Al suo fianco Stefano Masini, responsabile Consumi di Coldiretti, che snocciola dati allarmanti: “In Italia i prezzi aumentano in media di cinque volte dal campo alla tavola“ ricorda Masini. Gli esempi fioccano. Secondo Coldiretti, il prezzo dal grano al pane aumenta 12 volte; dal grano alla pasta fresca 20; dal grano ai dolci 70; dalle zucchine coltivate in campagna allo scaffale del supermercato 6 volte; dal latte fresco in stalla al fior di latte 5 volte; dal maiale vivo in stalla alla braciola in macelleria il prezzo cresce di oltre 7 volte. “Dal campo alla tavola ci sono aumenti gonfiati anche di 20 volte“ tuona la Cia. In piazza anche il senatore dell`Ulivo Willer Bordon, che ha apprezzato l`iniziativa dei consumatori: “Quello dei prezzi non è un problema per noi parlamentari, ma lo è per una parte consistente degli italiani. Fa male il governo se non interviene“. A fine mattinata, i rappresentanti dei consumatori (per i quali allo sciopero della spesa ha aderito il 67% degli italiani) hanno ricevuto dal presidente dell`Antitrust Antonio Catricalà rassicurazioni sull`attenzione dell`Autorità nei confronti del caro prezzi. Anche i detenuti del carcere romano di Rebibbia hanno scioperato contro il carovita, astenendosi dal fare acquisti nello spaccio interno. Infine due buone notizie. La catena dei supermercati Crai (oltre tremila punti vendita) annuncia il blocco dei prezzi su oltre mille prodotti fino al 6 gennaio 2008 e il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani assicura “che in tutta la filiera c`è la possibilità di assorbire i rincari“.

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